Quantcast

La Corte d’appello sospende la lista, il candidato presidente: «In Toscana Salvini sono io»

FIRENZE – Non ci sta il consigliere regionale Roberto Salvini, in corsa come governatore alle prossime Regionali con il “Patto per la Toscana – Roberto Salvini Presidente”, lista sospesa dalla Corte d’Appello di Firenze per l’omonimia tra il cognome del candidato presidente riportato nel simbolo e quella del segretario di partito nazionale del Carroccio.

«Vogliono impedirmi di presentarmi con il mio nome – afferma Roberto Salvini –. In Toscana tutti i candidati governatori dovrebbero avere il nome stampato sul simbolo. È del resto quello che viene trovato anche sulla scheda dall’elettore.

Vengo tacciato di sfruttare il nome del segretario di partito nazionale, ma in Toscana Salvini sono io, candidato governatore, dopo cinque anni che ho combattuto in Consiglio regionale a fianco degli oppressi, delle partite Iva, dei lavoratori, dell’economia toscana, delle famiglie, dei giovani, degli anziani degli agricoltori, degli allevatori, dei cacciatori, delle campagne, dei piccoli borghi, dell’ambiente, delle tradizioni.

Io che da quei banchi ho difeso sempre le nostre attività economiche, sostenendo in primis la filiera corta e la produzione toscana per contrastare la crisi che da anni attanaglia la Toscana, adesso drammaticamente accentuata dall’emergenza Coronavirus.

Io, mettendoci la faccia per tutta la legislatura, e non certo il Matteo Salvini nazionale. Chi invece espone candidati governatore diversi, nascondendosi nel simbolo dietro al segretario di partito nazionale, compie un’operazione di una scorrettezza enorme verso l’elettorato. Non si può dire vota Salvini o vota Meloni, sfruttando l’appeal del segretario nazionale e poi nella lista ritroviamo un’altra persona. Perché i toscani debbono saperlo: sulla loro scheda non andranno a votare in quel caso né Matteo Salvini né Giorgia Meloni, ma Susanna Ceccardi.

Sono fiducioso nella legge e nel ricorso al Tar contro questa ridicola decisione della nostra sospensione: non posso certo cambiare il mio cognome. Ma posso continuare a portare le nostre battaglie in difesa dei Toscani. Prima tra tutte, quella per risollevare dalla crisi nera che si prospetta davanti a questa regione dopo l’emergenza Covid-19.

Dai dati Irpet, la perdita si aggira intorno ai 14 miliardi e per ogni miliardo che perdiamo, se ne vanno 22mila posti di lavoro. Questi sono i livelli di disoccupazione a cui stiamo andando incontro e per cui non possiamo più procrastinare interventi decisivi. Non potendo più scommettere sul turismo e sull’export, dobbiamo portare avanti un’economia interna.

Tre tra le principali proposte per cui mi sono battuto per il rilancio, sono quelle che propongo oggi più che mai: filiera corta e produzione locale, a partire da un’agricoltura innovativa e sostenibile; economia della montagna e del bosco; economia del mare e della piscicoltura.

Infine mi sia consentita una puntualizzazione su un fatto per cui spesso vengo additato ironicamente dalla stampa come “colui che propone le donne in vetrina” – conclude Salvini –. Al di là delle ironiche estrapolazioni che ne sono state fatte, mi sono impegnato e mi impegnerò per il diritto alla regolarizzazione delle e dei sexy worker. Se è vero che bisogna mettere in regola i migranti che lavorano in agricoltura, non vedo perché non si debba mettere in regola anche questo mondo che tutti sappiamo che esiste, da sempre, ma che vogliamo ipocritamente far finta che non ci sia. Sono lavoratrici e lavoratori che hanno gli stessi diritti degli altri. Le mie proposte sono sempre andate in questa direzione: toglierle e toglierli dalla strada, dalla malavita, dall’irregolarità e garantire loro il diritto alla salute».

Commenti