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Coronavirus, le insegnanti di Barbanella: «Per la scuola dell’infanzia non è stato fatto nulla: non c’è sicurezza»

GROSSETO – Le insegnanti della scuola dell’infanzia sono «indignate, preoccupate e stanche nel sentir parlare da settimane di riapertura delle scuole in sicurezza laddove di sicurezza non v’è traccia» a parlare sono le maestre della scuola dell’infanzia di Barbanella a Grosseto.

«Stanche ed offese nel sentirsi prese continuamente in giro e nel vedere una così grave mancanza di rispetto nei confronti della loro categoria verso la quale non è stata prevista nessuna misura di sicurezza. Nessuna». E si rivolgono al Ministero dell’istruzione e agli organi competenti per chiedere a gran voce che venga fatto qualcosa di reale e concreto anche per loro, «lavoratori e lavoratrici come gli altri, che si mettano in campo provvedimenti e condizioni effettive per tutelare per davvero l’istruzione e la salute pubblica anche per la loro categoria. Senza slogan e frasi fatte».

Ma gli insegnanti della scuola dell’infanzia si rivolgono «anche ai cittadini e ai genitori dei bambini, direttamente coinvolti, svelando loro la verità, spiegando apertamente che la scuola che sta per esserci consegnata, di scuola non avrà niente, sarà depredata della sua essenza, non sarà altro che un contenitore vuoto, privo dei significati e delle valenze che danno spessore e pregnanza all’esperienza di crescita e di formazione. Un contenitore impersonale e spoglio dove ogni giorno verrà messa a rischio la salute di tutti, bambini, docenti, personale, genitori, familiari. Senza che chi dovere se ne faccia carico».

«Gli insegnanti sono i primi che vorrebbero ritornare alla normalità, che non vedono l’ora di poter incontrare di nuovo i loro bambini. Ma serenamente, quando la situazione sanitaria lo permetterà. E in sicurezza. Intanto i contagi stanno aumentando. E noi siamo qui a osservare negli altri ordini di scuola la misurazione tra le rime buccali, la sostituzione dei banchi con delle improbabili quanto inutili sedie a rotelle, il distanziamento degli alunni – proseguono le docenti -. Niente di risolutivo, certo, ma, quantomeno l’ammissione di un problema da gestire e da arginare. Mentre per noi non è previsto alcunché, i bambini non possono essere distanziati, non possono, ovviamente, indossare la mascherina, non verranno suddivisi in piccoli gruppi».

«Un’intera categoria di insegnanti, oltretutto con un’età media in fascia “fragile”, mandati allo sbaraglio. Ci ritroviamo tra le mani l’ultima versione delle linee guida che ci fanno dubitare fortemente che chi le abbia redatte abbia mai visto dei bambini dai 3 ai 6 anni e abbia mai messo piede in una scuola dell’infanzia. Non pretendiamo il rischio zero, naturalmente, solo semplicemente responsabilità ed onestà».

«E allora, ministri, governanti, vi intimiamo di occuparvi anche di noi, delle maestre e maestri della scuola dell’infanzia, di noi e dei nostri bambini. Anche noi abbiamo diritto alla salute e alla sicurezza e vogliamo rispetto per la nostra professione, una professione che amiamo, non permettiamo che ce la snaturino e ce la trasformino in qualcos’altro».

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