Coeso, Movimento 5 stelle: «La politica perde il pelo ma non il vizio»

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GROSSETO – “Le diatribe che in questi giorni stanno interessando le attività del Coeso – Società della salute per la nomina del nuovo presidente sono l’ennesima dimostrazione, di cui i cittadini avrebbero fatto volentieri a meno, di quanto sia importante attuare un cambiamento veramente radicale nel modo di fare politica, specie quando, come in questo caso, si tratta di rivestire un ruolo di grande responsabilità per la salute delle persone”.

A scriverlo, in una nota, i consiglieri del Movimento 5 stelle del Comune di Grosseto.

“In un clima di scarsa trasparenza e di conflitto pressoché totale – proseguono -, si sta giocando una partita purtroppo già vista, con risultati prevedibilmente deleteri per chi osserva dagli spalti della vita di tutti i giorni.

Dover assistere alla guerra tra le due fazioni dei sindaci di centrodestra e di centrosinistra per la copertura di una poltrona, infatti, non è soltanto penoso sul piano morale, ma anche poco rassicurante rispetto al buon funzionamento dei servizi socio-assistenziali, sia per chi lavora all’erogazione di tali servizi che per chi ne fruisce. Per cui se ancora ad oggi non sappiamo chi vincerà questa guerra, sappiamo già per certo chi l’ha persa: i cittadini contribuenti.

E ciò a prescindere dalle ragioni di chi vorrebbe far valere quella sorta di patto tra gentiluomini per la spartizione della poltrona di Presidente, che è l’accordo denominato “Documento propedeutico sulla governance 2018-2023” sottoscritto nel febbraio 2018. Un documento cui vincolarsi “in uno spirito di leale collaborazione tra tutti i soci” come recita il suo fantomatico testo di cui, in barba al principio della “amministrazione trasparente”, non vi è alcuna traccia sul sito del Coeso. Così come non vi è più traccia del vecchio Statuto ma appare solo una “pagina in costruzione”.

Ci sfugge, tra l’altro, il motivo per cui nello Statuto del 2018 la carica di presidente poteva essere delegata dai sindaci anche ad un assessore (magari auspicabilmente competente in materia), mentre nel nuovo statuto si parla solo di sindaci.

Noi contestiamo questo modo di fare politica, che si basa sulla mancanza di trasparenza e sul principio della spartizione del potere del tipo “due anni a me, poi due anni a te, poi altri due anni agli altri” e sulla scrittura di “accordicchi” e statuti tesi a garantire la poltrona anziché la gestione competente, efficace ed efficiente dei servizi.

Per noi del Movimento 5 stelle – concludono i consiglieri – questo conflitto in atto è una ragione in più per desiderare una politica diversa, trasparente e tesa a perseguire l’interesse collettivo”.

 

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