Pci: «Basta turarsi il naso per votare il meno peggio: sulle schede tornano falce e martello» fotogallery

GROSSETO – “In questi giorni sta avvenendo qualcosa di grande e importante – dichiara Luciano Fedeli segretario provinciale del Pci – dopo 30 anni il simbolo del Pci torna in Toscana sulla scheda elettorale ed è un ritorno che sancisce l’avvio di un percorso interrotto da una degenerazione politica alla quale abbiamo assistito in questi anni”.

“Anche sul referendum – prosegue Fedeli – diciamo no al taglio della rappresentanza e si alla riduzione si privilegi Abbiamo respinto la riforma costituzionale del 2016, dobbiamo respingere un disegno che priva cittadini della rappresentanza cercando di affascinarli con una bieca demagogia nel dire “sono troppi”. Agiamo sulle ingiustizie, prima di tutto quella democratica e dimezziamo le indennità perché in un Paese civile non ci possono essere senatori o deputati che prendono di base 13mila euro al mese ai quali vanno a sommarsi una serie di servizi tutti gratuiti. Questi non sono diritti acquisiti ma sono diritti negati a chi ha il minimo di pensione, al giovane sfruttato con borse lavoro da 500 euro tutto compreso, a chi si può permettere un solo un pasto al giorno mentre c’è che chi mangia alla mensa delle camere pagando meno della compartecipazione dei nostri figli per andare a scuola. Tagliamo queste cose non la rappresentanza. I governi e la regione Toscana hanno partorito leggi elettorali fasciste ed antidemocratiche dove si garantisce l’accesso alla politica solo a categorie specifiche e assuefatte al sistema. Proprio come fece Mussolini nel 1928 e come voleva fare Gelli con la P2. La democrazia è partecipazione, è dare opportunità a tutti e non solo ad alcuni”.

Il candidato presidente della regione Toscana del Pci, Marco Barzanti, 51 anni, consulente aziendale, ha presentato così la partecipazione alle elezioni regionali “con il simbolo storico del partito che fu di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer: la bandiera rossa con la falce e il martello sopra la bandiera italiana e il simbolo Pci con la scritta che si presenta senza i puntini tra le lettere. Il ricostituito Pci si pone l’obiettivo di cambiare radicalmente la nostra società. I diritti per cui ci battiamo non sono superati dalla storia. Vogliamo che il primo articolo della Costituzione, che recita l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, sia pienamente attuato”, spiega Barzanti.

E ancora: “In Toscana siamo pronti a dare battaglia su tutti i principali temi, dalle questioni che riguardano l’istituzione regionale e la moralità dei suoi rappresentanti all’ambiente, la sanità, la scuola, il lavoro, la viabilità, i trasporti, i rifiuti, le donne ed i giovani, le politiche dell’immigrazione e le politiche internazionali”. “Per quanto riguarda la sanità pubblica, ad esempio, in Toscana negli ultimi dieci anni sono stati tagliati 2600 posti letto per un risparmio, non reinvestito nel sistema sanitario, di circa 600 milioni di euro. Il risultato è che la sanità toscana non è all’altezza della sua tradizione”.

“Sulla viabilità, per fare un altro esempio, è indecente che la Tirrenica sia ancora in una condizione di insicurezza – aggiunge il candidato del Pci -. Sui rifiuti: abbiamo messo, nel programma, un’attenzione particolare alla raccolta differenziata che deve essere fatta in modo spinto coinvolgendo i cittadini e premiando i più virtuosi”.

“Esiste poi un questione di moralità – dice Barzanti -. Durante il periodo del covid-19 tutti i consiglieri toscani, tutti, hanno ricevuto rimborsi per viaggi mai effettuati. Smascherati, hanno detto che hanno donato quei soldi. Ma a chi? Sono soldi dei cittadini. Non possono donarli a chi pare a loro. Devono tornare al sistema pubblico”.

“Basta turarsi il naso votando il meno peggio tra una centrodestra estremo e uno moderato”.

I candidati al consiglio regionale per il Pci sono stati selezionati per rappresentare tutti i territori della provincia di Grosseto: Lorenzo Pozzo – 1981 – Massa Marittima – dipendente Venator, Rosalba Fanciulli – 1959 – Orbetello artigiana, Gabriele Porri – 1958 – Manciano in attesa di pensione e Roberta Bozzi insegnante. Le questioni della nostra provincia sono molteplici ed aggravate da una crisi socio-economica appesantita dal Covid. Dalle questioni ambientali che riguardano la questione inceneritore di Scarlino, al problemi connessi a viabilità e trasporti, al settore agricolo, strategico ma abbandonato. Sanità e sociale tagliati negli anni presentano servizi ospedalieri e territoriali ormai ridotti al lumicino che funzionano solo per la volontà di medici e operatori sanitari. Un grande lavoro politico ci aspetta a prescindere dal risultato elettorale.

Commenti