Asl ad Avis: «Primario centro trasfusionale se ne va ma continuerà a seguire i pazienti. Lavoriamo per sostituirlo»

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GROSSETO – «In merito alla lettera del presidente Avis provinciale Carlo Sestini sull’Immunoematologia e medicina trasfusionale della zona Colline Metallifere – Amiata grossetana – Grossetana, all’indomani della notizia delle dimissioni del direttore Niglio, la Direzione della Asl Toscana sud est rassicura i donatori e i cittadini sul futuro del servizio» afferma la Asl.

«L’Azienda, per le varie sedi dei servizi Trasfusionali in zona grossetana, conosce le problematiche e ha elaborato, in collaborazione con il dottor Niglio, le possibili soluzioni. Il dottor Niglio ad oggi sta proseguendo i progetti in fieri e continua ad assistere i pazienti in carico. I comitati di coordinamento locale sono stati organizzati, nel rispetto degli accordi presi con le associazioni ma purtroppo limitatamente a causa della pandemia covid. Nel 2020 queste le date: il 6 febbraio, prima del lock down e il 7 luglio scorsi. Gli incontri sono stati occasione di condivisione e confronto molto importanti per l’Azienda, su numerosi temi, tra cui le donazioni in emergenza sanitaria da Covid e il progetto Tsunami sull’uso del plasma di donatori ex Covid-positivi».

«Su richiesta di Avis, è stato svolto anche un incontro specifico lo scorso 4 agosto per valutare le situazioni di Massa Marittima e Castel del Piano. In tale occasione il dottor Niglio ha spiegato ai partecipanti come l’Asl si sia organizzata per affrontare il pensionamento del trasfusionista di Massa, attraverso i professionisti del misericordia che da settembre copriranno la turnazione e garantiranno il servizio in vista dell’individuazione del responsabile. la continuità e il supporto ai donatori sono quindi conservate».

«La direzione e tutti i professionisti Asl hanno sempre dimostrato massima disponibilità a tutte le associazioni di volontariato, riconoscendone il ruolo fondamentale per la sanità e per la salute dei cittadini. Anche con Avis abbiamo coltivato un rapporto di rispetto e confronto sui vari temi, spesso anche delicati e contingenti come la carenza di sangue – afferma il direttore generale Antonio D’Urso – La volontà del dottor Niglio di cambiare azienda ci lascia l’amaro in bocca, ma stiamo mettendo in campo quanto possibile per avviare celermente la procedura di individuazione del nuovo direttore e nel frattempo il dottor Niglio ci ha garantito che continuerà la sua funzione nei prossimi mesi».

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