99 anni fa il giovane minatore Giovanni Pastasio fu ucciso dai fascisti

GAVORRANO – Novantanove anni fa, il 17 agosto 1921, fu ucciso Giovanni Pastasio, la prima vittima del fascismo nel Comune di Gavorrano. A ricordarlo Patrizia Scapin.

«Tra la fine del 1920 e i primi mesi del 1921 il fascismo si era ampiamente diffuso in gran parte della provincia di Grosseto e nei paesi limitrofi. A Ravi era stata fondata la sezione dei fasci di combattimento già nel mese di novembre 1920, forse la prima di tutta la provincia, a Scarlino agli inizi del ‘ 21, la conquista di Grosseto, poi, aveva dato l’ avvio a una lunga serie di violenze e intimidazioni su tutto il territorio culminate con l’eccidio di Roccastrada il 24 luglio».

«La mattina del 17 agosto – ricorda Scapin – una squadraccia di fascisti provenienti da Follonica e Scarlino raggiunse Gavorrano con lo scopo di intimidire la popolazione e occupare il comune amministrato dai socialisti. Impose l’esposizione del tricolore dal palazzo comunale e dagli edifici pubblici e compì scorribande per le vie del centro. Quindi con l’aiuto dei fascisti locali, iniziò a minacciare ed aggredire le famiglie degli antifascisti che in quel momento, dato che gli uomini erano a lavorare, erano composte solo dalle donne, dagli anziani e dai bambini».

«I minatori di Gavorrano, occupati nella miniera di Ravi, avvertiti dei fatti lasciarono il posto di lavoro per andare a soccorrere le proprie famiglie. Si unirono a loro diversi compagni di lavoro provenienti da Ravi e Caldana. Il gruppo, formato da una cinquantina di uomini, si diresse a Gavorrano. Gli uomini, arrivati all’inizio del paese, all’altezza del Cinema-Teatro, inaugurato pochi mesi prima, trovarono la strada sbarrata da un cordone di carabinieri armati che impedivano il passaggio e proteggevano nel frattempo la scorribanda dei fascisti. Nacque un acceso diverbio tra i minatori e le forze dell’ordine. A quel punto i carabinieri attaccarono i minatori disarmati, spararono tra la folla, colpirono con le baionette e con i calci dei fucili. Diversi minatori rimasero feriti e Giovanni Pastasio fu dapprima tramortito con il calcio di un moschetto e poi ucciso con un colpo di arma da fuoco. Giovanni Pastasio era un giovane di venticinque, un minatore antifascista».

«Alla fine della guerra e della dittatura il Comitato di Liberazione di Gavorrano cercò di individuare i responsabili ma non ebbe esito. La cittadinanza, il 17 agosto 1945, a ventiquattro anni dai fatti, volle ricordare quel tragico evento e il sacrificio di Giovanni Pastasio con l’apposizione di una lapide commemorativa sulla facciata del cinema-teatro nel luogo dove ancora oggi si trova» conclude Scapin.

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