Zingaretti: «Con voto a Giani difendiamo modello Toscana da cultura dell’odio». E loda la sanità fotogallery

ORBETELLO – «Le toscane e i toscani con il voto di settembre dovranno scegliere di difendere il modello che da 70 anni rende la Toscana una regione di riferimento per il mondo intero e quindi il mio consiglio è di votare Eugenio Giani» a dirlo è il numero uno del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, durante un incontro con la stampa che si è tenuto nella cittadina lagunare alla presenza dello stesso Giani e di una larga rappresentanza del Pd, sia a livello provinciale che locale.

Giani Zingaretti

«Eugenio Giani – spiega il segretario nazionale – è il candidato dei toscani e delle toscane, non è figlio delle lottizzazioni politiche, il gruppo dirigente nazionale ha rispettato l’autonomia toscana perché chi governa una regione deve difendere gli interessi di un territorio. Il popolo toscano deve combattere perché contro Eugenio non c’è il centrodestra, ma la destra con poco centro, un’alleanza caratterizzata da una cultura dell’odio, che cavalca i problemi senza offrire mai soluzioni. Guai a chi vuole distruggere il modello sanitario pubblico che, con tutti i suoi difetti, difende la vita dei cittadini. Pensiamo agli Stati Uniti d’America, una grande democrazia, dove però un giorno di terapia intensiva costa ai cittadini o alle assicurazioni, 10mila euro al giorno. Qui in Toscana c’è un patrimonio da tutelare e nel quale continuare a investire».

«In Toscana l’appuntamento elettorale è molto importante – sottolinea il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, candidato alla presidenza della Regione Toscana – anche molti comuni andranno al voto, ed è proprio nel rapporto con i comuni che io punto, perché i sindaci sono spesso un front office per i cittadini e, da parte mia, voglio sentirmi sindaco tra i sindaci perché credo nella politica come servizio ai cittadini. Il tema sul quale si incentra maggiormente la campagna elettorale, per quanto mi riguarda fondamentale, è la sanità sulla quale intendo investire, che voglio rilanciare e valorizzare».

«La sanità toscana – aggiunge Giani – parte da una capacità di contrasto al corona virus efficace: non ci siamo trovati nelle condizioni di dover scegliere chi ventilare, la Toscana ha avuto la capacità di fronteggiare sempre ogni caso, perché la sanità pubblica è nel nostro dna. I consiglieri leghisti venivano in consiglio regionale a proporre il modello lombardo, oggi, dopo i risultati ottenuti dalla nostra sanità, stanno molto zitti. Con i fondi del Mes, contro cui ha votato la stessa candidata leghista, significherebbe poter investire sulla sanità oltre due miliardi e mezzo, ma la Regione ha già investito moltissimo per implementare il numero di case della salute, sulla telemedicina e su numerosi ospedali».

«Le altre priorità per me sono la scuola, le infrastrutture e il lavoro – dice ancora il candidato – vogliamo intraprendere politiche attive per il lavoro, come presidente lavorerò per una Toscana più diffusa e connessa: il corridoio tirrenico è una priorità insieme all’alta velocità. Per fare un esempio a livello locale il collegamento tra Paganico e l’Amiata: la strada del Cipressino  può significare dimezzare il tempo di percorrenza, migliorando sia la vita dei cittadini sia l’offerta turistica. Vogliamo una Toscana con strade migliori e anche maggiormente connessa, penso al bambino di Scansano che doveva fare 800 metri per potersi connettere alla scuola: nella Toscana del futuro che valorizza le aree interne, i borghi e i paesi ci devono essere anche connessioni che rendono abitabili tali luoghi».

«Il modello Toscana – conclude Giani – ci rende, dal punto di vista della qualità della vita, una delle regioni più attrattive anche a livello internazionale, la nostra storia e la nostra cultura sono un biglietto da visita nel mondo per l’intero Paese, non solo per il benessere, ma anche per la solidarietà di cui siamo capaci anche per chi vive condizioni di disagio».

«Giani – chiosa Zingaretti – è un uomo di esperienza, la scelta migliore per i cittadini toscani e a chi lega il voto regionale in Toscana alla tenuta del governo dico che non vuole bene alla Toscana».

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