Pastorizia, Amati: «La sinistra ha abbandonato gli allevatori. Dobbiamo aiutarli»

GROSSETO – “Il mondo della pastorizia e gli allevatori da sempre sono sotto assedio per via dei continui attacchi da parte di lupi e ibridi, che periodicamente si presentano nelle campagne dell’Amiata e della Maremma, facendo strage di animali e in particolare di ovini. Risale a soli tre giorni fa l’ennesimo assalto a un gregge avvenuto verso le cinque del pomeriggio alle porte del paese di Stribugliano, nel comune di Arcidosso sulle pendici del Monte Amiata”.

A scriverlo, in una nota, Guendalina Amati, candidata alle regionali per Fratelli d’Italia nella circoscrizione Grosseto.

“La politica portata avanti dalla sinistra nella nostra Regione – commenta Amati – ha da tempo abbandonato coloro che fungono da baluardi della salvaguardia del territorio come gli allevatori e le aziende zootecniche. Infatti, è proprio grazie al lavoro che svolgono quest’ultime, che le campagne della nostra Maremma non sono diventate quelle terre desolate, facile preda di incendi e di dissesto idrogeologico”.

“Purtroppo, però – prosegue Guendalina Amati -, il numero di queste aziende e degli allevatori in questi ultimi anni è drasticamente diminuito, toccando punte anche del 50%. Questo per colpa di molteplici fattori, tra i quali c’è sicuramente il sottocosto dei prodotti legati alla pastorizia, il mancato ritiro del latte e non ultime le predazioni. Coloro che continuano strenuamente a sopravvivere e combattere contro tutto e tutti, hanno il diritto di essere aiutati con misure economiche serie e con progetti idonei a risolvere il problema delle predazioni o quantomeno a renderlo meno acuto”.

“Se non si vuol perdere quel bagaglio culturale di cui i pastori, gli allevatori ed i produttori sono custodi, se non vogliamo dire addio per sempre ad un settore di filiera corta importantissimo per il nostro territorio, dobbiamo ascoltare il grido d’aiuto proveniente dal settore zootecnico – conclude Amati -. Adesso più che mai serve mettersi tutti attorno ad un tavolo, ricercando le soluzioni migliori, per far uscire dalla crisi profonda in cui versa questo settore trainante della nostra economia”.

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