Modifica legge agriturismi, Ulmi: «Un danno per il settore, Pd responsabile»

GROSSETO – “Un danno ad un intero settore che dimostra la mancanza di una visione strategica da parte del centrosinistra”.

Così Andrea Ulmi, candidato Lega al Consiglio regionale, commenta le modifiche alla legge regionale 30 del 2003 che disciplina l’attività agrituristica e appena pubblicata sul Burt, il bollettino ufficiale della Regione Toscana, creando una “problematica” sollevata, al tavolo di lavoro del Carroccio, dal consigliere Lega di Gavorrano, e tecnico del settore, Andrea Maule.

“Già nel preambolo- afferma Maule – la modifica riporta: ‘al fine di salvaguardare il territorio rurale e, di conseguenza, il paesaggio toscano è opportuno eliminare la possibilità di utilizzare ai fini agrituristici volumi derivanti da interventi di ristrutturazione urbanistica e da trasferimenti di volumetrie’. Evidentemente ai consiglieri di centrosinistra è sfuggito, o, peggio, hanno votato senza rendersene conto, il danno che stavano creando al settore agrituristico che è portante dell’economia toscana, ma anche e soprattutto maremmana. Settore pesantemente colpito dal Covid e dalle misure per la ripartenza”.

“Di fatto – sostiene il candidato della Lega Andrea Ulmi – vieta la possibilità di trasferire, dunque spostare fisicamente, la volumetria per realizzarvi un agriturismo. Il più classico degli esempi? Ho un ovile dismesso a 500 metri da casa, non lo potrò più demolire per trasferire la volumetria accanto all’immobile principale per realizzarci degli alloggi agrituristici che, altrimenti, andrebbero realizzati laddove si trova la struttura da abbattere, indipendentemente dalle sue condizioni, dunque in un luogo che potrebbe essere non funzionale all’azienda agrituristica. Fino al 10 agosto, giorno di pubblicazione delle modifiche sul Burt, lo avrei potuto fare, adesso non più, motivato da una tutela paesaggistica”.

“Mi chiedo – domanda Ulmi – se per una migliore tutela del paesaggio sia più opportuno lasciare, magari, quel vecchio ovile o quella stalla cadente e con il tetto in eternit, oppure spostare la volumetria per realizzare una struttura agrituristica vicino alla casa colonica riprendendone l’architettura originaria?”.

“Una notizia che ha destato la perplessità di alcuni professionisti, come geometri e agronomi, oltre che del settore agrituristico. E’ evidente – conclude Ulmi- che la visione del territorio da parte del centrosinistra e del Pd non è funzionale ad uno sviluppo economico delle nostre campagne, con il capogruppo democratico Leonardo Marras impegnato in questa fase elettorale a far sparire i simboli del partito dalla sua immagine, ma che non può sottrarsi dall’aver proposto la modifica alla norma già nell’aprile 2019. La cosa non sorprende, così come non sorprende che il candidato Eugenio Giani, tra un brindisi ed un taglio di un nastro indossando la fascia della Regione, si trova come un ‘pungiball’ messo nel mezzo da una coalizione allargata che, per mantenere un potere cinquantennale, vorrebbe far coesistere un ambientalismo che sa di immobilismo ed uno sviluppo difficilmente conciliabile con la sostenibilità. Questo ne è la dimostrazione ed a rimetterci sarà il settore agrituristico. Si tratta di un motivo in più per scegliere, finalmente attraverso il voto, il cambiamento”.

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