Uffici postali ancora chiusi, Uil: «Risorsa da salvaguardare, non si guardi alla sola ottica del mercato»

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GROSSETO – “La pandemia, oltre a sconvolgere la nostra esistenza e ad esigere un pesante prezzo in vite umane, che purtroppo continua anche se con virulenza molto minore, ha costretto tutti ad un drastico cambiamento delle abitudini di vita e di lavoro.
Oltre ad incalcolabili danni alle imprese grandi e piccole ed al benessere delle famiglie, la chiusura prolungata di tante attività, produttive, ricreative e dei servizi, compresi anche quelli più necessari, ha creato forti disagi”.

A scriverlo, in una nota, Uil Pensionati Grosseto.

“Gli uffici postali non sono sfuggiti a questa situazione – proseguono – e sono stati costretti, come molti altri servizi a ridurre o chiudere i propri sportelli, per non esporre il proprio personale e gli utenti, ai rischi del contagio.

Decisione ineccepibile, anzi necessaria, che sicuramente ha impedito il diffondersi del virus, anche se al prezzo di disagi per l’utenza
Oggi tuttavia, con l’attenuarsi del contagio, ci si aspetterebbe un progressivo, anche se attento, ritorno alla normale operatività degli uffici postali.

Ci risulta invece che in provincia non è stato riaperto un ufficio a Grosseto, un altro a Follonica e che che stata dimezzata l’operatività dell’ufficio postale di Arcidosso.

Inoltre circolano voci di una prossima rimodulazione dell’attività di numerosi uffici, soprattutto nelle aree periferiche della provincia , che si traducono immancabilmente in riduzione di orario giornaliero, di chiusure di alcuni giorni della settimana.

Ci auguriamo che queste voci vengano prontamente smentite e che l’operatività del servizio venga via via ripristinata al livelli ante Covid.

Sarebbe un grave danno per tanti cittadini, specie per le fasce di età più elevata, subire ulteriori riduzioni del servizio, soprattutto nelle aree decentrate, già penalizzate dalla progressiva desertificazione dei servizi, siano essi postali, bancari, commerciali.

Lanciamo questo appello in modo particolare ai sindaci, soprattutto a quelli che governano i piccoli comuni perché vigilino sulle decisioni di Poste Italiane e si oppongano ad eventuali chiusure o ridimensionamenti degli uffici postali.

L’informazione e il coinvolgimento dei cittadini è basilare per impedire che il Covid possa diventare l’occasione per colpi di mano alla operatività ed alla fruibilità dei servizi postali.

Gli uffici postali, per la loro utilità, presenza e capillarità, che attraversa tutto il paese, sono un presidio ed una risorsa da salvaguardare e non devono essere considerati con la sola ottica del mercato” concludono da Uil.

 

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