Pillola abortiva senza ricovero, FdI contro Pd: «La maternità non è una malattia da curare con una pasticca»

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GROSSETO – “Le nuove procedure che facilitano l’aborto farmacologico in Toscana nascondono, dietro il paravento della semplificazione burocratica, una visione ideologica che poco serve ai diritti della donna e soprattutto alla sua salute”.

Così Mara Ciarpi e Cristina Rampiconi, rispettivamente responsabili del dipartimento provinciale e comunale tutela della famiglia di Fratelli d’Italia Grosseto, in merito alla decisione della Regione Toscana di far assumere la Ru486 per l’interruzione della gravidanza fuori dagli ospedali.

“Il governatore Enrico Rossi e il Pd ne fanno un vanto – proseguono le due responsabili del dipartimento famiglia – e sono gli unici che consentiranno di far abortire fuori dagli Ospedali. I protocolli nazionali, ma anche di altri Paesi più avanzati, non danno mano libera sulla pillola abortiva RU486 proprio perché, aldilà delle ideologie o falsi moralismi, si tratta di un’interruzione di gravidanza che ha rigidi protocolli medici da rispettare”.

“L’assunzione della Ru486 è già prevista in Italia – spiegano Ciarpi e Rampiconi -, e prevede un percorso ospedaliero, con più giorni di ricovero, che non hanno certo una valenza ideologica, ma solo di tutela per la donna. L’intero processo di interruzione di gravidanza dura circa 15 giorni e non è una cosa da prendere alla leggera. Facilitare un aborto farmacologico con il fine di ridurre la burocrazia, mette in grave pericolo la salute della donna che, seppur volontariamente, deve sapere bene che ci sono possibili conseguenze e complicazioni, con un tasso di mortalità 10 volte superiore all’aborto chirurgico”.

“Usando la pillola come fosse un medicinale – dicono Mara Ciarpi e Cristina Rampiconi – si minimizza l’aspetto della preparazione all’aborto, della consapevolezza dell’atto che quasi sempre è un momento doloroso e o di solitudine per una donna, lasciandola sola a se stessa anche nel momento del ‘follow up’ conseguente all’assunzione della Ru486. L’aborto è già garantito come diritto per legge. Non sono necessarie fughe in avanti”.

“La maternità, anche se non voluta – concludono le due esponenti di FdI -, non può essere declassata ad una malattia da curare con una pasticca. Di questo passo la pillola abortiva tra breve potrebbe diventare un prodotto da banco. In Toscana, la sinistra antepone l’ideologia al merito, anche se in palese contrasto con le regole nazionali che rispettano i diritti della donna e soprattutto ne tutelano la salute”.

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