Ambiente, Giacomelli: «Sarà mai al primo punto dell’agenda politica?»

ORBETELLO – “Il nostro pianeta si sta surriscaldando, e non solo perché l’ha detto Greta Thundberg”.

A scriverlo, in una nota, l’orbetellano Luca Giacomelli, tra i candidati al prossimo Consiglio regionale della Toscana per lista del Movimento 5 stelle.

“Eppure – prosegue -, questo lento cambiamento, appena percettibile, lo viviamo con rassegnazione, come se ci fosse sempre qualcosa di più impellente cui pensare. Poi, ogni tanto, accade qualcosa che costringe a riflettere. A me è accaduto con l’incendio che, una decina di giorni fa, ha interessato Albinia (Orbetello). Come agricoltore non è la prima volta che mi trovo a fronteggiare le fiamme, e anche l’acqua non ha risparmiato la mia azienda alcuni anni fa. Tuttavia, non sono i singoli eventi a togliermi il sonno, per gravi che siano, ma è la consapevolezza che di fronte ad un clima che cambia non facciamo niente per adeguarci.

Quanti di noi hanno cambiato anche in minima parte il proprio stile di vita, in maniera consapevole, per ridurre il proprio impatto sull’ecosfera? Probabilmente nessuno o quasi. Eppure, le persone più anziane descrivono una Maremma con brinate che non si vedono più, con inverni quasi scomparsi.

Se il cambiamento è davvero così veloce, che Maremma troverà mio figlio appena nato? E nell’attesa che “i grandi”, con l’Europa in prima fila, si muovano, noi piccoli possiamo fare qualcosa? Vorrei poter cominciare, favorendo la creazione di bacini di raccolta delle acque piovane, per consentire una migliore distribuzione nel corso dell’anno delle quantità d’acqua che oggi cadono concentrate in vere e proprie “bombe”. Una terra arsa dal sole non è certo un ambiente ospitale, cerchiamo di renderla più verdeggiante, di combattere la risalita del cuneo salino che aggredisce le nostre campagne, utilizzando i mezzi che una buona organizzazione delle risorse regionali potrebbero mettere a disposizione.

Non penso a grandi invasi che stravolgano l’ambiente, ma a tanti piccoli interventi che integrino, laddove la natura dei luoghi lo consente, la difesa dalla erosione del territorio. Sarebbe il modo anche per dimostrare che con l’impegno di tutti si può fare qualcosa, dando una prospettiva diversa a tante persone, in un’Italia per certi versi quasi immobile.

L’importante è non assumere verso l’ambiente lo stesso atteggiamento che l’uomo ha nei confronti della sua salute, della cui importanza si accorge solo quando viene a mancare – conclude -. Perché curare l’ambiente richiede tempi lunghissimi, e invece è proprio il tempo che manca”.

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