Verso le Regionali, Pachetti e Spadi a Santa Fiora: «L’Amiata non è una zona a sé stante»

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SANTA FIORA – Le candidate del Pd al consiglio regionale Giampaola Pachetti e Donatella Spadi saranno a Santa Fiora nel naturalistico scenario della Peschiera, nel suo auditorium, martedì 11 agosto alle ore 18,30. Non sarà solo un semplice incontro per far conoscere le candidate Pd. Per Giampaola sarà infatti l’occasione sia di fare tappa su un territorio naturalistico e produttivo denso di persone impegnate in molti ambienti, sia di ritornare a contatto con molte delle sue memorie ed esperienze personali e professionali.

“Santa Fiora è per me il luogo degli affetti – scrive – nella Pieve che custodisce i capolavori dei Della Robbia mi sono sposata con mio marito Edoardo e in paese, nel Palazzo Sforzesco, hanno vissuto i miei suoceri Carla e Gilberto. Gilberto era un minatore, aveva lavorato gli ultimi anni  nella miniera di Monte Labro ed è stato uno dei più longevi tra i suoi compagni di miniera. Nonostante avesse i polmoni compromessi dalla silicosi ci ha lasciati quando aveva poco più di settant’anni consegnandoci la sua storia. Conosco molto della fatica dei minatori dai suoi racconti.”

“Il turismo amiatino – continua Giampaola – dagli anni Settanta in poi è andato scemando fino ad arrivare ai nostri giorni in cui è concentrato soprattutto nei mesi estivi. L’economia è sostenuta grazie al buon operato delle amministrazioni comunali sorrette dalla Regione che ha dirottato nell’area amiatina risorse importanti a sostegno di progetti di agricoltura e di filiere agricole di qualità. Il polo tecnologico Certema, ad esempio, rappresenta l’esempio virtuoso di sinergia tra il pubblico e il privato a sostegno della ricerca tecnologica dei materiali. Pensando ad economia e territorio mi viene automatico pensare anche alla geotermia: un altro volano di sviluppo nonostante le problematiche di impatto ambientale che esso porta con sé e che non vanno sottovalutate”.

“Professionalmente – aggiunge – mi sono occupata dei problemi legati all’economia della castagna in occasione dell’emergenza fitopatologica del marciume nero delle castagne (Gnomoniopsis) in collaborazione con l’Associazione per la valorizzazione della castagna del Monte Amiata. Anche grazie a quella esperienza ho potuto notare che nonostante le criticità o i problemi comuni a tanti tereitori, quello amiatino ha ottime risorse da mettere in campo per superarli, e il contributo della Regione è quantomai strategico per farlo.  L’importanza del territorio amiatino è ben chiara e le occasioni di sviluppo messe in campo finora dalla Regione non possono che essere solo che le basi per futuri e più ampi progetti. È anche per questi motivi che l’Amiata non può essere vista come una zona a sé stante, ma come la corona di un ingranaggio che ne muove, con forza, molti altri”.

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