La Rsa ai tempi del Covid negli scatti di un fotografo maremmano: mostra itinerante in vetrina fotogallery

ORBETELLO – Trentadue scatti per raccontare la vita di una residenza per anziani ai tempi del Covid 19. Sono quelli che, da lunedì 10 e fino a domenica 23 agosto, saranno in mostra nelle vetrine dei negozi di Orbetello, Albinia, Talamone e Fonteblanda grazie al progetto realizzato dalla cooperativa sociale Uscita di Sicurezza in collaborazione con il Comune di Orbetello e attraverso il reportage fotografico di Michele Guerrini.

Trentadue fotografie selezionate tra quelle scattate, nell’ultimo periodo della fase 1 e all’inizio della fase 2 per fissare per immagini un momento straordinario della storia.

“L’emergenza Covid ha profondamente cambiato le nostre vite, mettendo un’importante accento sulla fragilità. Soggetti deboli e fragili, appunto, sono quelli che hanno maggiormente risentito degli esiti della pandemia, sia dal punto di vista fisico che sociale”, spiega Luca Terrosi, presidente della cooperativa Uscita di Sicurezza.

“Inoltre, la presenza di una serie di focolai di Covid in alcune residenze per anziani in Italia, ha fatto sì che case di riposo e strutture analoghe fossero stigmatizzate come luoghi di contagio, di isolamento e, talvolta, di prigionia”.

“Proprio in quei giorni – aggiunge Anna Lo Bello, direttrice della struttura – abbiamo deciso di documentare, attraverso le immagini di Guerrini, l’esperienza della nostra Rsa ‘Costa d’Argento’ di Orbetello, una comunità fatta dalle persone anziane residenti, chiaramente, ma anche dal personale che opera nella struttura, che ha dato prova, diverse volte durante i primi mesi di pandemia quando la paura prevaleva su molti altri sentimenti, di essere coesa, solidale, forte”.

Da lì quindi il desiderio di documentare questo periodo storico nella struttura, che può ospitare fino a 80 persone tra anziani auto e non autosufficienti e dove lavorano oltre 40 soci della cooperativa con varie professionalità e diverse mansioni.

“La Rsa ‘Costa d’Argento’ è una struttura profondamente inserita nel contesto sociale di Orbetello – spiega la vicesindaco Chiara Piccini – legata al resto della comunità, sempre aperta ai cittadini e pronta ad ospitare iniziative con le scuole, i centri diurni, il volontariato. Con l’emergenza sanitaria, ovviamente, la struttura ha dovuto chiudere le sue porte, anche ai familiari, e abbiamo pensato che raccontare a tutti, attraverso le immagini, la vita della Rsa nel periodo del lockdown fosse un modo per restituire e ricreare lo scambio che continuamente c’è con la residenza”.

Proprio per questo le foto saranno esposte in diversi punti del paese e delle frazioni: “Abbiamo voluto coinvolgere gli esercenti e molti di loro hanno dato la proprio disponibilità, non solo a Orbetello, ma anche nelle frazioni di Albinia, Talamone, Fonteblanda – aggiunge Maddalena Ottali, assessore al Commercio e al Turismo -. I piccoli esercizi, infatti, sono il cuore delle nostre comunità, punto di incontro e di scambio, e ci sono sembrati i luoghi più adatti per ospitare, nelle loro vetrine, queste immagini”.

Il reportage fotografico. Vivere l’emergenza Covid in una residenza sanitaria è stato, per molti anziani, un modo per mantenere un livello alto di socializzazione, seppure nel rispetto delle misure di sicurezza previste. Certo, la lontananza dai familiari e l’impossibilità di svolgere attività fuori dalla struttura ha sicuramente pesato, ma in tanti casi si è riusciti a mantenere una serenità che è servita alle persone anziane per vivere più tranquillamente un periodo altamente stressante. La stessa tranquillità che in molti casi sono riusciti a trasmettere ai familiari che soffrivano del distacco e dell’impossibilità di “toccare con mano”, abbracciare e vere i propri cari in struttura.

“Come ogni lavoro, si parte studiando chi ci ha preceduti. Leggendo e cercando di capire cosa incontrerai – dice Michele Guerrini -. Le foto di molti grandi fotografi hanno raccontato un momento claustrofobico, plumbeo, dai grigi sovrastanti e un’atmosfera dalle luci deboli: un’intimità soffocante. Quando ho iniziato a scattare avevo quello in mente, ma quello che vedevo era diverso. Un’energia latente, un senso di resistenza e voglia di vivere semplice e puro, che portava avanti le persone giorno dopo giorno.

Di solito amo pensare in bianco e nero, più oggettivo e realistico. Qui ho creduto giusto raccontare molto a colori, perché bisogna avere il coraggio della speranza, della volontà di andare avanti. Con questo reportage, quindi, si raccontano i giorni dell’emergenza e quelli immediatamente successivi nella Rsa “Costa d’Argento”.

Gli scatti in mostra rappresentano uno spaccato che non nasconde, ma anzi esalta emozioni e sentimenti. Emerge, in alcuni casi, la preoccupazione e la fatica, ma in tanti altri lo spirito di collaborazione, la stima, l’affetto, il “sapersi affidare” e il prendersi cura. Con questa esposizione fotografica, quindi, si vuole condividere con il resto della comunità quello che, nei mesi del lockdown è rimasto separato.

Per riunire qualcosa che è stato temporaneamente diviso (la residenza sanitaria dal tessuto cittadino) e per dare risalto alla forza e al coraggio degli abitanti della struttura – conclude -. Che non solo gli ospiti, ma anche le tante professionalità impiegate al suo interno: operatori sanitari, fisioterapisti, cuochi”.

Michele Guerrini. Classe 1986, è un fotografo freelance da 10 anni. Laureato in lingue e letterature straniere a Siena si è focalizzato nello studio della comunicazione digitale e sulla fotografia come strumento di indagine reportagistico. Negli ultimi anni ha lavorato a reportage che spaziano dall’architettura industriale, al mondo socio- musicale dei centri sociali, alla cultura Punk e DIY, all’aspetto più urban e street della moda.

Nel 2014 espone a Grosseto il progetto “Culto Industriale”, dedicato a preservare e raccontare l’eredità industriale del territorio maremmano attraverso fotografia d’architettura.

Nel 2015 viene selezionato dal Bando Fuori della Fondazione Grosseto Cultura per giovani artisti per l’esposizione collettiva.

Nel 2019 espone presso Archivio Gori (Grosseto) i frutti di sei anni di lavoro reportagistico nella scena punk/hardocore hardcore dei centri sociali nella mostra “Tumulto”.

Attualmente è fotografo, videomaker e copywriter freelance a Grosseto.

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