Pd: «La Misericordia non può e non deve ospitare in chiesa un’iniziativa di campagna elettorale»

GROSSETO – “Le chiese sono luoghi dedicati al culto, di accoglienza e di unità. Ogni credente vi si reca come persona e la sua permanenza è collettiva e individuale. I riti, le cerimonie, la preghiera sono esercitate con rispetto e senza discriminazioni di sesso, di origine, di censo, di pensiero. A Grosseto la Confraternita di Misericordia di Grosseto non ha onorato la qualità d’uso della chiesa della Misericordia di piazza Martiri d’Istia e, in difformità di qualsiasi regola o opportunità, ha offerto gli spazi consacrati ad una manifestazione politico elettorale della candidata della Lega alla Regione Toscana”.

A scriverlo, in una nota, il segretario provinciale del Pd Giacomo Termine.

“Un gioco che non ci piace – prosegue -. È necessario avere spazi dedicati all’unità spirituale della comunità non alla separazione. È necessario abbandonare la prepotenza che travalica le buone relazioni e il rispetto. La fede cattolica, ogni fede, appartiene soltanto all’intimità di chi la professa.

La Confraternita della Misericordia di Grosseto ha un’importante tradizione sociale da difendere, la sua storia e i suoi legami con la città vanno ben oltre quel “gruppetto” di leghisti che, anche se invitati, hanno occupato in solitario per poche ore una delle chiese della città.

Era così importante contaminare il buon nome di un’associazione storica per assecondare le strategie di un partito politico? Era giusto mascherare un’iniziativa del candidato del centro destra con un convegno sul volontariato per ospitarlo in chiesa?

Tutti interrogativi che restano sospesi. Chiediamo risposte. Dall’organo del magistrato della Misericordia e dal vescovo, in quanto una chiesa ha ospitato la campagna elettorale.

Il Partito democratico censura la superficialità di chi ha concesso la chiesa – supponendo che sia stata un’iniziativa esclusiva del magistrato o del suo rappresentante – e l’arroganza della Lega che vorrebbe, anche in tal modo, presentarsi come rappresentante della comunità cattolica” conclude.

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