Lega: «Perché la preghiera musulmana sì e la processione di san Lorenzo no?»

GROSSETO – “Perché rinunciare alla processione di San Lorenzo e poi autorizzare una preghiera musulmana di massa al Parco di via Giotto? Probabilmente la differenza tra legalità ed etica in queste situazioni emerge nel suo massimo significato”.

Così il segretario della Lega Andrea Ulmi e l’onorevole Mario Lolini intervengono dopo la pubblicazione dell’immagine scattata all’alba a Grosseto del rito collettivo musulmano.

“Nessun dubbio che la legge permetta questo tipo di preghiera – afferma il segretario Ulmi – così come, seppur la foto sembri dimostrare il contrario, spero che il rispetto delle norme anti Covid ci sia stato. Però non sempre ciò che è legale è eticamente corretto e questo fatto, se paragonato all’annullamento della processione di San Lorenzo, è lì a dimostrarlo”.

“I grossetani hanno compreso la scelta di rinunciare alla processione che è il momento religioso più importante della città, ma anche quello tradizionalmente più sentito – aggiunge il segretario -. La processione unisce il sacro al profano e non solo è sentita dai credenti, ma anche da chi non crede e vede in questa ricorrenza un evento legato alla tradizione, con la presenza dei butteri e del carro trainato dai buoi che vengono associati immediatamente alla nostra terra. Testimonianza ne è la grande presenza di grossetani e turisti che seguono la Processione, motivo per cui si è preferito rinunciarvi, non senza dispiacere. Evidentemente l’etica non ha spinto a fare la stessa cosa con la celebrazione del rito musulmano”.

“Svolgere questa preghiera collettiva è legittimo – afferma Ulmi – ma non è opportuno rispetto al contesto che stiamo vivendo e questo deve far riflettere anche sul modo in cui, di fronte ad un momento di emergenza nazionale, si affronta una celebrazione religiosa essendo italiani o provenendo da alcune zone del mondo”.

“La politica nazionale deve intervenire – afferma Lolini -, questo senso di buonismo esasperato, che vuole annientare la cultura, l’identità e la tradizione di un paese, aprendosi a tutti i costi a ciò che viene da fuori porta anche a queste situazioni ed a far perdere il senso della realtà, in questo momento sanitaria, che stiamo vivendo. Come Lega stiamo combattendo da anni la battaglia affinché venga riconosciuta l’origine cristiana dell’Europa per evitare che quei valori acquisiti si vadano perdendo di fronte ad un’immigrazione che, ormai, è incontrollata e che rischia di intaccare i nostri costumi. La foto del Parco di via Giotto ne è la dimostrazione”.

“Ma siamo sicuri – conclude Lolini- che nei paesi islamici i cristiani sarebbero stati autorizzati ad una preghiera di massa in un luogo pubblico?”.

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