Consiglieri morosi, la Lega: «Li abbiamo scoperti noi»

SEGGIANO – “Oltre 4mila euro di morosità pagati all’amministrazione da due consiglieri comunali della maggioranza di centrosinistra per non decadere. L’azione di controllo della Lega in Consiglio Comunale permette alla buona politica di avere la meglio. Questo il risultato di una lunga battaglia condotta dal gruppo del Carroccio in consiglio comunale attraverso l’opera incisiva del capogruppo Gilberto Alviani con il sostegno del collega Marzio Borri, anche lui della Lega, e del consigliere Mario Simi dell’altro gruppo di minoranza ‘Seggiano per l’Amiata’” spiega il segretario della Lega Andrea Ulmi.

“Abbiamo verificato a seguito dell’analisi condotta sulla documentazione ottenuta dopo una richiesta di accesso agli atti – afferma Alviani – che due consiglieri di maggioranza erano morosi verso l’ente e questo avrebbe condotto alla decadenza degli stessi. Abbiamo attivato tutte le procedure consiliari e, con il supporto della Prefettura che era stata interessata al caso, i due consiglieri sono stati costretti a pagare le pendenze per oltre 4mila euro. Soldi che sarebbero mancati dalle casse dell’ente e che adesso potranno essere impiegati per l’interesse pubblico”.

“La maggioranza di centrosinistra a trazione Pd – prosegue il capogruppo del Carroccio- ha dovuto darci ragione. Spero che si sia compreso che noi abbiamo agito nel rispetto delle regole e nell’interesse dei cittadini. Lo abbiamo fatto grazie anche al sostegno di tutta la minoranza. Siamo un piccolo comune e oltre 4mila euro in più nel bilancio possono garantire qualche servizio aggiuntivo ai seggianesi”.

“Ho seguito la vicenda sin dall’inizio – conclude Ulmi – ed ho sostenuto la bontà dell’azione portata avanti e che il capogruppo Gilberto Alviani mi aveva illustrato. Stare all’opposizione vuol dire svolgere un ruolo di controllo ed essere sentinelle vigili nell’interesse dei cittadini. A Seggiano la Lega lo ha fatto ed oggi il Comune ne riscuote, questa volta nel vero senso della parola, i risultati”.

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