Chicche di Maremma: la storia della vacca maremmana, simbolo di una terra

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GROSSETO – Grandi corna, manto grigiastro e portamento fiero: stiamo parlando della vacca maremmana, simbolo indiscusso della nostra terra insieme al buttero.

La vacca Maremmana è una specie estremamente robusta, resistente alle malattie e alle difficoltà climatiche, e si adatta ai foraggi scadenti.

Ha contraddistinto per secoli le zone paludose della Maremma e si dimostra particolarmente adatta all’allevamento allo stato brado in ambienti marginali.

Per quanto riguarda l’origine della razza maremmana, ci sono pareri discordanti. Alcuni esperti dicono che le vacche maremmane provengano dalle steppe dell’Europa orientale in Podolia (una regione dell’odierna Ucraina) e che, una volta valicate le Alpi e gli Appennini, si siano stabilite nei territori attuali incrociandosi con razze autoctone.

Altri negano quest’origine affermando che i bovini macroceri (dalle lunghe corna) sono documentati nel Mediterraneo già a partire dal Neolitico, convivendo con il progenitore selvatico bos primigenius.

La teoria, supportata da recenti scoperte dei genetisti, suggerisce che i bovini podolici erano già presenti nel bacino del Mediterraneo tre mila anni prima di Cristo. Quelli che Plinio, nella sua Storia naturale, chiamava bos silvestris e che già gli Etruschi allevavano proprio in queste terre.

Probabilmente la teoria dell’origine podolica dei bovini macroceri deriva dall’errata interpretazione di un passo dell’Historia Longobardorum di Paolo Diacono (720-799 d.C.) nella quale  si fa riferimento a bovidi dalle grandi corna (che chiamava però bubalus, bufalo). Sembra invece che la maggioranza dei bovini al seguito dei barbari fossero dei brachiceri (dalle corte corna).

Al di là della sua origine, la vacca maremmana è entrata a piè pari nell’immaginario iconico della nostra terra, rappresentando uno dei simboli della provincia grossetana. Ha un mantello grigio, più scuro nei maschi, più chiaro nelle femmine, mentre i piccoli nascono color fomentino, acquisendo il colore tipico a 4-6 mesi di età. Le corna, a semiluna nei maschi e a lira nelle femmine, sono lunghe dai 70 centimetri a un metro.

Le vacche maremmane hanno una mammella che fornisce un’abbondante produzione di latte (10-12 litri) che assicura un accrescimento giornaliero del vitellino di circa un chilo. Sono bovini longevi e rustici (raggiungono anche i 15-16 anni di età). Da adulte le vacche pesano circa 700 chili, mentre i tori hanno un peso che varia tra i 700 e i 1.200 chili.

Sfruttate nel passato principalmente come animali da lavoro, data la loro forza ed adattabilità, adesso sono allevate soprattutto per la produzione di carni di alta qualità.

Le vacche maremmane, distribuite principalmente tra la Maremma grossetana e l’alto Lazio, sono libere di pascolare nei vasti campi che caratterizzano questi luoghi, accudite dai butteri che mantengono viva una tradizione d’altri tempi, patrimonio unico della nostra cultura.

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