Riaperta la strada tra Ansedonia e La Torba, le minoranze al sindaco: «Soddisfatti, ma perché era stata chiusa?»

CAPALBIO – “Apprendiamo con soddisfazione che, dopo la denuncia delle minoranze e la protesta del Comune di Orbetello, la strada doganale che conduce da Ansedonia a La Torba, nel tratto del Comune di Capalbio, è stata riaperta”.

Così i consiglieri di minoranza dei gruppi La nostra Capalbio Valerio Lanzillo e Alberto Pasquarelli e Vivere Capalbio Marco Donati e Alessio Teodoli.

“Ci dicono – affermano i due gruppi consiliari – che sia avvenuto con l’intervento dei Carabinieri Forestali. Vista la situazione crediamo che non sia più il tempo di usare l’arroganza e gli atti d’imperio, ma che sia opportuno agire in modo istituzionale, soprattutto in relazione ai rapporti con i comuni vicini. Da quanto ci risulta la strada era stata chiusa, punto e basta”.

“Ci domandiamo – affermano Lanzillo, Pasquarelli, Donati e Teodoli- se ci fosse stata un’ordinanza. Abbiamo provato a chiederla, ma non siamo riusciti a trovarla. Ci sarebbe piaciuto capire quali erano le motivazioni reali per cui il Comune di Capalbio, a differenza di quello di Orbetello, avesse deciso che non ci fossero state le condizioni di sicurezza. Condizioni che, secondo il nostro giudizio, specie in un periodo di transito come quello estivo, avrebbero dovute essere ripristinate”.

“Il ruolo che ci siamo prefissati come gruppi di minoranza, laddove possibile insieme, altrimenti separatamente – affermano i rappresentanti de La nostra Capalbio e di Vivere Capalbio – continuerà ad essere quello di controllo e vigilanza nell’attività comunale. Siamo anche aperti al dialogo ed alla collaborazione. Crediamo di aver dimostrato sempre di essere costruttivi e di aver offerto il nostro punto di vista”.

“Ovviamente – concludono – una collaborazione o un dialogo non può essere unilaterale e se dall’atra parte non c’è voglia di ascoltare e se si vuole agire in maniera, più che da sindaco, da commissario (non ci piace scomodare gli esempi della Corea del Nord o dei dittatori, siamo, per fortuna, in un Paese democratico), dimenticandosi che esiste anche un consiglio comunale cui riferire, allora a noi non resterà che farci sentire, anche perché, magari, per qualcuno sono ‘chiacchiere’, ma per noi si tratta di rappresentare gli interessi dei cittadini”.

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