Cgil: «Il peggio per l’economia maremmana arriverà in autunno. Coronavirus peggio di dieci anni di crisi»

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GROSSETO – «Il peggio per l’economia arriverà in autunno, quando gli stagionali del turismo resteranno senza ammortizzatori sociali né reddito. Ma una cosa può salvarci: la bellezza dei nostri territori» ad affermarlo Claudio Renzetti, segretario generale della Cgil grossetana che analizzale conseguenze del Coronavirus sul territorio Grossetano.

Claudio Renzetti 2019

«Pochi mesi di pandemia hanno prodotto risultati peggiori dei dieci anni di crisi che abbiamo attraversato e dai quali non siamo certo fuori. I numeri ci dicono che abbiamo 10.000 persone sotto ammortizzatori sociali, sono stati richiesti più di 30.000 bonus e la Cig è cresciuta del 1058% rispetto alla media degli anni della grande crisi».

«Con la pandemia sono andati in maggiore sofferenza i settori che nei dieci anni precedenti avevano retto meglio: il turismo ed il manifatturiero di eccellenza vocato all’export. Il peggio arriverà in autunno quando una stagione turistica che sta partendo adesso e con maggiore precarietà ci porterà ad avere 25000 stagionali senza Naspi e tutele. Ma tutti questi danni possono non essere irreversibili. A patto che si lavori bene e nella direzione giusta».

«Quest’anno per la stagione turistica bisognerà accontentarsi e sperare che la nottata passi con il minor danno possibile. Paradossalmente un aiuto potrebbe arrivare da un nostro difetto strutturale: le troppe seconde case. Ma sul turismo va fatta una riflessione strategica perché da troppi anni siamo statici in termini di arrivi e presenze, ma soprattutto rispetto alla creazione di valore aggiunto» prosegue Renzetti.

«Dovremmo intervenire su tre leve: la promozione perché “piccolo e’ bello” non funziona; rapporto qualità prezzo onestamente sbilanciato; un’offerta ricettiva troppo frammentata: a partire dalla programmazione dei flussi serve una logica industriale».

«Per quanto riguarda le infrastrutture le criticità sul fronte dei trasporti limitano il transito delle merci, rendono difficoltoso il pendolarismo, frenano la piena fruizione dell’offerta turistica, rappresentano un forte freno all’attrazione di investimenti. Per il nostro territorio quindi assume carattere di priorità il completamento del Corridoio Tirrenico, la Due Mari, la Ciclopista Tirrenica, la Maremmana ed il Cipressino, lo snodo strategico del Porto di Piombino, ma anche la messa in sicurezza e ammodernamento della rete provinciale.»

«In 10 anni è stato decimato il manifatturiero delle costruzioni e del tessile ma nonostante tutto ha resistito e si è consolidato un nocciolo duro di aziende che hanno grandi competenze, capacità di innovazione, mercati consolidati e propensione all’export. Purtroppo sono poche ed incidono solo per l’8/9% sul PIL provinciale. In termini di declino demografico ed economico del nostro territorio questo rappresenta il maggior punto di debolezza».

«Adesso è il momento di pianificare il nostro futuro. Se prevarranno divisioni e lamentele deresponsabilizzanti saremo destinanti ad un declino irreversibile diventando un buen retiro per pensionati benestanti e senza futuro per i nostri giovani. Servirà un recupero del gap infrastrutturale anche tecnologico, un rafforzamento del manifatturiero a basso impatto ambientale e ad alta tecnologia che trasformi soprattutto le tante eccellenze che produciamo, un industria turistica che sappia fare sistema, un commercio che sappia innovarsi rispetto ai tanti paradigmi mutati irreversibilmente con la pandemia. La nostra bellezza ci può salvare. Nuovo forme lavorative tipo lo smart working, se contrattato e normato, potrebbero consentire il ripopolamento dei borghi e delle aree interne – continua Renzetti -. Un futuro possibile è alla portata e provare a costruirlo per le generazioni che verranno dipende soprattutto da noi ed è una responsabilità che dobbiamo sentirci».

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