Piano antincendio da rifare: accolto il ricorso degli ambientalisti. «Vogliamo partecipare al tavolo regionale»

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GROSSETO  – È stato accolto il ricorso presentato da Italia Nostra a firma dell’allora presidente nazionale Mariarita Signorini, Wwf Grosseto e Lac – Lega abolizione caccia, con la consulenza anche scientifica del Gufi – Gruppo unitario per le foreste italiane.

Tale ricorso è stato redatto da componenti del Comitato scientifico del Gufi composto da Ugo Corrieri, Patrizia Latini, Bartolomeo Schirone dell’Università della Tuscia, il generale ex Cfs Silvano Landi (decano della lotta agli incendi boschivi in Italia e storico direttore della relativa scuola forestale), Teodoro Andrisano, Franco Tassi del Centro internazionale parchi, e Antonio Di Pasquale.

“Il Consiglio di Stato – spiegano le associazioni – ha riconosciuto come valide le preoccupazioni del mondo ambientalista e dato alle amministrazioni tre mesi di tempo per elaborare un piano alternativo.

Soddisfatti per la sentenza, che oltre a salvare le pinete grossetane costituisce un precedente nazionale per situazioni simili (ad esempio nella Riserva naturale statale del Litorale romano), invitiamo ora la Regione Toscana e le amministrazioni coinvolte ad adempiere a quanto imposto dal Consiglio di Stato e chiediamo di partecipare al tavolo di lavoro che dovrà ora partire per approvare il nuovo Piano Aib (Piano antincendio boschivo) dove potremo fornire gratuitamente il nostro contributo tecnico scientifico per un intervento che faccia vera protezione antincendio senza danneggiare irrimediabilmente l’area protetta.

Qualunque intervento dovrà inoltre rispettare la legge che protegge l’avifauna che popola le Pinete durante il periodo di nidificazione.

Chiediamo che il piano venga rivisto radicalmente e che i fondi pubblici disponibili vengano utilizzati per la protezione e la sorveglianza attiva anti incendio, con dispiego uomini e mezzi per l’allerta precoce e l’intervento immediato a terra senza trascurare, come strumenti ausiliari e non sostitutivi dell’azione umana diretta, quanto di utile mette a disposizione la moderna tecnologia.

Le azioni di prevenzione, allerta e intervento contro gli incendi hanno inoltre importanti ricadute occupazionali e di qualificazione professionale di personale sul territorio. I dati statistici riportano che la quasi totalità degli incendi boschivi (oltre il 99%) è di origine antropica, la maggioranza dei quali dolosi.

Si chiede inoltre che Piano Aib venga rivisto basandosi sulla moderna letteratura scientifica e sui più moderni metodi di lotta agli incendi, abbandonando tecniche del passato che si sono rivelate inefficaci e lesivi per l’ambiente. Occorre un Piano che tenga conto della necessità di salvaguardare il nostro straordinario patrimonio naturale e paesaggistico inclusi i benefici (cosiddetti “servizi”) ecosistemici connessi, forieri anche di lavoro e economia diffusa, che per le Pinete significa anche valorizzazione turistica ma nella protezione e non certo nella devastazione.

Le pinete grossetane costituiscono un ecosistema ricco di biodiversità, protetto da leggi europee, italiane e regionali e sono habitat di diverse specie vegetali e animali, alcune delle quali parimenti protette – concludono le associazioni -. Si auspica che ora inizi un nuovo corso per le pinete, che permetta di proteggerle valorizzandole e non distruggendole”.

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