Ecoballe, Follonica e Piombino scrivono a Conte: «Si intervenga il prima possibile»

PIOMBINO – Il sindaco di Piombino ed il commissario prefettizio di Follonica hanno richiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio dei Ministri per riuscire a risolvere il problema delle ecoballe disperse nel 2015 nel canale di Piombino e che sia riavviato il cronoprogramma stabilito.

“Ci appelliamo perché sia garantita la continuità operativa dell’ufficio deputato al recupero – spiegano Francesco Ferrari e Alessandro Tortorella -: sono oltre 40 le ecoballe che giacciono ancora nei fondali da oltre quattro anni, il loro stato di conservazione si è nel tempo alterato e la rottura di una di esse comporterebbe la dispersione di microplastiche nel mare con danni incalcolabili per il mare, il pescato, le spiagge e non ultima l’economia turistica con la stagione estiva alle porte.”

Il disastro ambientale nel canale di Piombino si è consumato il 23 luglio 2015, quando il cargo IVY, battente bandiera delle Isole Cook, ha fatto cadere in mare, all’altezza dell’isolotto di Cerboli, 56 ecoballe per oltre 60 tonnellate di microplastica. La prima ecoballa è stata recuperata casualmente nel 2016 da un motopeschereccio. Negli anni successivi altre si sono spiaggiate o sono rimaste impigliate nelle reti di qualche peschereccio. Solamente nel 2019, con questa Amministrazione, il disastro ambientale è stato denunciato pubblicamente e ha assunto una risonanza mediatica internazionale.

“Risultati positivi si sono avuti con l’attività del commissario straordinario – continuano Ferrari e Tortorella – che era prossimo alla definizione del quadro completo ed alla pubblicazione del bando per l’individuazione dell’impresa aggiudicataria che dovrebbe procedere al recupero. Secondo il cronoprogramma dell’ammiraglio le operazioni dovevano iniziare lo scorso maggio 2020 per concludersi in una decina di giorni. Purtroppo per un vizio di forma sollevato dall’Agcm tutto si è di nuovo fermato. Non possiamo permetterci di aspettare ancora: ci auguriamo che il Governo ci ascolti prima che la situazione sia irrecuperabile”.

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