Infermieri inForma – Come prevenire le cadute dell’anziano

GROSSETO – Ennio Morricone lascia un grandissimo vuoto ed un grandissimo lascito culturale a tutto il mondo. Unendoci al dolore collettivo per questa perdita, apprendiamo dai media che pochi giorni prima il maestro era stato vittima di una rottura di femore. Ebbene, il tema della cadute nell’anziano è uno dei grandi temi di salute pubblica.

Tra i problemi clinici più seri degli anziani, infatti, le cadute e l’equilibrio instabile causano tassi di mortalità e morbidità elevati, oltre a contribuire sostanzialmente alla limitazione della mobilità e all’ingresso prematuro in residenze assistite.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che nel mondo circa il 28-35% delle persone di 65 anni e oltre cade ogni anno, percentuale che sale al 32-42% negli ultra 70enni. La frequenza delle cadute aumenta con l’aumentare dell’età e della fragilità.

Cadono più spesso le donne anziane rispetto ai loro coetanei maschi, anche se la mortalità è più elevata negli uomini: una differenza di genere di cui politiche e programmi di prevenzione dovrebbero tenere conto.

Circa il 30-50% delle cadute negli anziani si traduce in lesioni lievi, inclusi lividi, abrasioni e lacerazioni, ma circa il 10% di tutte le cadute negli anziani causa lesioni gravi.

In Italia, secondo l’Istat, tra le vittime di incidenti domestici di 65 anni e più l’incidenza delle cadute è del 76,9%, percentuale che sale all’81% nel caso di donne ultrasettantacinquenni.

COME PREVENIRE LE CADUTE DELL’ANZIANO

Chiaramente vi sono una serie di fattori dipendenti dalla condizione di salute della persona. Per questo la valutazione del rischio cadute, attraverso strumenti validati, è una buona pratica indispensabile che viene garantita dagli infermieri e altri professionisti quando effettuano il primo accesso a casa delle persone con cronicità. Le strategie sono tutto meno che banali e comprendono aspetti come la prevenzione di ipotensioni di varia natura, il monitoraggio e la successiva riconciliazione terapeutica, e molti altri aspetti specifici non affrontabili in questo spazio.

Ma ci sono una serie di fattori che possiamo modificare tutti noi che conviviamo o vogliamo bene ad una persona anziana con buon senso e logica. Eccone alcuni:

intanto la persona deve conoscere molto bene l’ambiente nel quale si muove, evento che potrebbe rendersi necessario in caso di un trasferimento a casa di un figlio, di una modifica strutturale della casa o altro ancora. Non è mai tempo perso quello di insistere nella profonda conoscenza di ogni spazio della casa;

i pavimenti non debbono essere umidi, scivolosi e/o sconnessi;

i corridoi, di adeguata larghezza, debbono essere dotati di corrimano e non ingombrati da arredi potenzialmente causa di inciampo o scivolamento; In linea di massima ogni spazio “di collegamento” dovrebbe essere il più sgombro possibile, privo di piccolo mobilio di bassa statura che possa provocare inciampi o di mobili non ben ancorati a terra o al muro;

le scale devono essere provviste di corrimano ed i gradini resi antiscivolo;

le dimensioni dei bagni devono consentire il passaggio comodo della persona e, in questi ambienti, devono essere garantiti adeguati punti di appoggio (es. maniglie doccia/vasca, corrimano);

il letto dovrebbe consentire di poggiare i piedi a terra quando ci si alza. Attenzione alle spondine di sicurezza: esse sono molto valide in persone lucide ed orientate. Viceversa persone con disordini cognitivi e agitazione psicomotoria tenteranno di scavalcarle con pericolo di traumi maggiori. Il consiglio è di usare un letto molto basso in questo caso, se proprio si vogliono usare le sponde che queste ricoprano mezzo letto per creare una via di uscita o addirittura favorire direttamente la deambulazione in un ambiente controllato piuttosto che evitarla del tutto;

in linea di massima è bene evitare di lasciare sola una persona soprattutto se disorientata con poggiapiedi, tavolini o qualsiasi ostacolo che costituiscono un pericolo per il movimento e la stabilità;

l’illuminazione degli ambienti, in particolare quella notturna vicino al letto e al bagno, deve essere idonea e gli interruttori visibili al buio;

gli spigoli vivi e gli oggetti potenzialmente taglienti devono essere eliminati;

non possiamo che consigliarvi di rivolgervi ad un professionista della salute se acquistate in autonomia deambulatori, bastoni o altri ausili, perché essi devono avere la giusta misura, la giusta calibrazione e bisogna imparare ad usarli correttamente;

se la persona soffre di incontinenza, oltre agli ausili e presidi, è opportuno valutare di usare la camera più vicina al bagno;

meglio usare specifiche scarpe da casa con suola non scivolosa e non le ciabatte. Così come per le signore fare uno sforzo e rinunciare a scarpe con tacchi particolarmente “importanti”. Le calzature meglio se chiudibili con velcro;

incoraggiare le persone a noi care, se con deficit visivi o acustici, di rivolgersi agli specialisti del caso per la prescrizione di ausili specifici o di non dimenticarsi di indossarli (occhiali, apparecchio acustico).

La così detta terza età è oggi fortunatamente una fase assolutamente piena e coinvolgente se non ci sono impedimenti particolarmente gravi di salute. Per questo può risultare psicologicamente difficile adottare abitudini e comportamenti di sicurezza che mettono davanti alle persone i propri limiti e le proprie fragilità.

E’ comunque importante tentare con la consapevolezza che questi accorgimenti non intaccano nessun valore, ma sono solo una precauzione ed una serenità ulteriore.

Fonte dati statistici: Epicentro – Istituto Superiore di Sanità

Commenti