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Politica

Sì alle sagre a Magliano, il segretario della Lega: «E’ un tema su cui il partito lascia libertà ai sindaci»

Andrea Ulmi

MAGLIANO IN TOSCANA – “La Lega non decide per i suoi amministratori, ne sostiene le scelte e lascia loro libertà nel rispetto degli interessi dei cittadini dei vari comuni. Dal canto loro i nostri rappresentanti si devono riconoscere nelle politiche nazionali del partito”.

Così il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi interviene nel dibattito di Magliano dopo la decisione del sindaco Diego Cinelli di autorizzare lo svolgimento, da parte delle società sportive, delle sagre.

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“Il mio intervento – afferma Andrea Ulmi – è teso a sgomberare il campo da ogni nascente polemica, magari da parte di chi, avendo esperienza in vari partiti politici è abituato al sindaco che riceve ordini dall’alto disinteressandosi delle priorità del territorio”.

“Su Magliano il primo cittadino e la giunta hanno il pieno supporto della Lega, anche nel metodo con cui sono giunti alla scelta finale sulle sagre. A Magliano – afferma Ulmi – il sindaco, che per legge avrebbe potuto decidere in autonomia senza consultare nessuno, ha seguito la via della concertazione per arrivare ad una decisione quanto più possibile condivisa. Il Comune, con il nostro pieno sostegno, da un lato ha autorizzato le sagre, aiutando le associazioni, dall’altro è intervenuto in maniera pesante in favore dei bar e dei ristoranti, azzerando la Tari per tutto il 2020 e predisponendo contributi a fondo perduto”.

“Chi aderisce alla Lega lo fa perché ne condivide degli obiettivi, ma è anche la Lega che localmente segue quelle che sono le priorità dei vari territori. Chi aderisce alla Lega – afferma Ulmi -, come avviene a Magliano con il sindaco Cinelli, la vice Mirella Pastorelli, l’assessore Camilla Mancineschi, la capogruppo Doriana Melosini o il consigliere Massimiliano Guidi, lo fa perché ne condivide le battaglie nazionali, fatte di sicurezza, identità, mettendo gli italiani al primo posto, di flat tax, di lotta all’immigrazione clandestina, di ricerca di un’Europa equa e non retta dall’asse Germania-Francia. Battaglie che, spesso, si ritrovano anche localmente e nelle quali tutti ci riconosciamo. Per struttura, però, il partito è anche abituato decidere in base alle esigenze dei singoli territori di cui è un supporto rispetto all’attività amministrativa.”

“Per questo – conclude Ulmi – lasciamo piena libertà di azione su questo ed altri temi ai nostri tre sindaci, anche se dovessero decidere occasionalmente in maniera simile od opposta, ma sempre nell’interesse della loro comunità”.

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