Decreto rilancio, il sindaco contro il Governo: «Per i Comuni “la montagna ha partorito un topolino”»

GROSSETO – “E’ il classico caso in cui la montagna ha partorito un topolino: che ai Comuni sia stata data l’elemosina adesso è nei fatti, come dimostrato dalle tabelle di riparto dei contributi che ci sono state appena recapitate. Nessuna novità, purtroppo, perché la linea era chiara già alla prima lettura del decreto Rilancio. Il famoso decreto Aprile, che – dopo il decreto Cura Italia rivolto al tessuto economico – doveva sostenere nello specifico i Comuni nel periodo dell’emergenza, non è mai uscito ed è diventato il decreto Maggio. Quando è uscito i numeri erano molto inferiori rispetto a quello che era stato annunciato, cifre imbarazzanti e insoddisfacenti”.

A scriverlo, in una nota, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

“Oggi ne vediamo gli effetti concreti – prosegue -: con oltre 10 giorni di ritardo, sono usciti i primi numeri a ristoro dei Comuni per l’imposta di soggiorno, l’Imu e Cosap-Tosap. La tassa di soggiorno ci viene restituita con 94 mila euro (550mila euro quella stimata a bilancio), come se tutto il resto dovesse entrare in futuro, quasi disconoscendo la crisi del settore turistico. Per l’Imu sugli alberghi e sulle attività economiche il discorso è ampio, ci ridanno 194mila euro: il Comune aveva stimato che il calo fosse di 300mila euro. Lo Stato ha deciso di non far pagare l’Imu – i cui introiti vanno in parte allo Stato stesso e in parte al Comune – ad alcuni contribuenti togliendo risorse alle Amministrazioni comunali senza però ristorarle di questa perdita.

Sul fronte della Cosap politicamente siamo stati accusati di aver furbescamente annunciato di azzerare questo tributo sapendo che poi sarebbe stato lo Stato a fare lo stesso. Purtroppo per chi si era addentrato in questo tipo di ragionamento squisitamente politico, dimostrando di voler denigrare l’operato di questa Amministrazione comunale, adesso arriva la dimostrazione concreta che per il Comune di Grosseto gli stanziamenti dello Stato non sarebbero stati affatto sufficienti a sostenere questa operazione. Per prima cosa il Governo ha tolto la Cosap nel periodo tra maggio e ottobre, mentre noi l’abbiamo tolta tutto l’anno per un valore di 700mila euro che copriamo con il nostro bilancio. Lo Stato ce ne dà 156mila euro, una mancetta ridicola, che conferma quanto siamo stati autonomamente lungimiranti.

Su oltre 1 milione e mezzo di minori introiti di tassa di soggiorno, Imu e Cosap-Tosap, il Governo ci dà nemmeno mezzo milione.

Infine, anche lo stanziamento a fondo perduto dei 3 miliardi per tutti i Comuni d’Italia, che per noi equivale in acconto a 1 milione e 300mila euro, al contrario di quanto asseriscono dalle minoranze che – prima di parlare a sproposito – dovrebbero partire dalle basi e quindi sapere che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Un mare in tempesta – conclude il sindaco – in cui gli Enti locali sono stati lasciati soli, senza salvagente e con l’acqua alla gola. Si salverà chi riesce a nuotare con le proprie forze e, al momento, il Comune di Grosseto, che piaccia o meno all’opposizione, è tra quelli che riesce a stare a galla”.

 

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