Comitato Pastori d’Italia: «Le campagne proliferano di lupi, non è vero che la specie è in estinzione»

GROSSETO – “Credo sia opportuno informare la collettività della decisione decretata dalla Corte di Giustizia Ue dell’11 giugno scorso, la sentenza N.C-88/19, la quale rafforza la tutela del lupo e spiega che è vietata la sua cattura presso i centri abitati senza una deroga da parte dell’autorità competente”.

A scriverlo, in una nota, la presidente del Comitato pastori d’Italia, Mirella Pastorelli.

“Tale sentenza – prosegue Patorelli – è seguita a quanto accaduto a Bran, in Romania, il 6 novembre scorso, quando un team veterinario doveva catturare un lupo per ricollocarlo nel proprio habitat. Il lupo da giorni frequentava l’abitazione di un residente, giocando e nutrendosi dei cani dello stesso. Il team, preoccupato, pensò di riportare il lupo nella riserva, ma nel trasporto questo riuscì a fuggire.

In seguito a questo episodio, scattò la denuncia di un’associazione ambientalista, che contestava al team veterinario di non avere avuto l’autorizzazione per la cattura ed il trasporto. Tale denuncia mise in crisi il Tribunale della Romania, il quale si pose il seguente problema: in quale misura la cattura o l’uccisione di un animale selvatico appartenente al Canis Lupus può aver luogo in assenza della deroga citata dall’articolo 16 della Direttiva Habitat?

Dinanzi a questa richiesta la Corte di Giustizia si è espressa stabilendo che la tutela nei confronti della specie protetta non è circoscritta dentro limiti e frontiere, né è legata ad una zona geografica. L’habitat da difendere può estendersi al di fuori dei siti protetti e comprendere le zone popolate dall’uomo. Se un lupo si avvicina ad un centro abitato e vi trova rifugio è vietato catturarlo e spostarlo, tranne nel caso di un’esenzione dell’autorità competente.

Dinanzi ad una sentenza che rafforza la tutela del lupo a discapito della vita umana, rinnovo l’appello al presidente della Conferenza Stato – Regioni, Stefano Bonaccini, già sollecitato, che porti in commissione il Piano lupo, in modo che diventi attuativo come in Francia, dove è permesso il prelievo del 10%, e chiedo al ministro Sergio Costa qual è la sua posizione non solo verso gli allevatori, ma verso l’intera popolazione italiana. Come ministro ritiene giusto salvaguardare e tutelare l’incolumità dei cittadini o ritiene più importante tutelare la vita di un animale?

Basta con spot pubblicitari, la politica che ha interesse a risolvere questo problema si faccia avanti, non con chiacchiere che non portano a nulla, ma con fatti concreti, fatti che per ora nessuno ha avuto il coraggio di concretizzare.

Siamo in campagna elettorale, vediamo chi propone soluzioni credibili, una tra le tante, l’approvazione del Piano lupo, primo passo importante per la tutela dell’intera comunità, visto l’avvicinarsi del lupo ai centri abitati. Le campagne proliferano di lupi, non è assolutamente vero che la specie si sta estinguendo, è solo una scelta politica e la politica deve avere il coraggio di dire se l’uomo deve lasciare il posto ai lupi.

Il Comitato pastori d’Italia, dinanzi a tali scelte, non può rimanere in silenzio ed è pronto a fare un’ interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendo quali misure pensa di attuare dinanzi a tale sentenza.

Se dalle istituzioni non dovessero arrivare risposte esaurienti – conclude Patorelli – il Comitato è pronto a far ricorso al Tar chiedendo risposte in merito a tale sentenza”.

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