Un quadro per ricordare Elena Maestrini: l’omaggio dell’Auser ai genitori

BAGNO DI GAVORRANO – «Per noi è una fatica immensa esternare il nostro dolore, ma abbiamo ancora bisogno di tutti voi e di un supporto esterno. Grazie». Sono state queste le parole di ringraziamento di Gabriele Maestrini che, insieme alla moglie Roberta, da oltre quattro anni attende giustizia per la figlia Elena, morta nel tragico incidente Erasmus in Spagna nel 2016.

In occasione della consegna di un quadro in ricordo di Elena, ieri pomeriggio un piccolo gruppo di volontari e amici dell’associazione Auser si è riunito per commemorare la studentessa gavorranese scomparsa. Un appuntamento che era in programma già il 20 marzo, giorno dell’anniversario della tragedia, ma che a causa dell’emergenza sanitaria non si è potuto celebrare.

In segno di vicinanza il presidente dell’associazione, Vasco Sammicheli, ha voluto donare un quadro alla famiglia Maestrini, un’opera commissionata all’artista locale Serena Santucci.

«A distanza di oltre quattro anni – ha detto Sammicheli – vogliamo ricordare Elena a tutti coloro che le hanno voluto bene, a tutti quelli che ancora oggi la portano nel cuore. Era figlia della nostra terra, una giovane che studiava, che aveva tutto il futuro davanti, i suoi sogni, la sua vita, la sua bellezza e la sua allegria. Tutto finito, tutto distrutto in un attimo, in quell’evento a cui ancora oggi facciamo fatica a pensare e che ci commuove come allora. Siamo sempre a fianco di Gabriele e Roberta sul ripido cammino verso la giustizia per chiedere verità».

«Per me è stato un privilegio dipingere un quadro in ricordo di Elena – ha spiegato anche l’artista Serena Santucci -. Non la conoscevo personalmente, ma anch’io, come tutta la comunità, sono rimasta molto colpita dalla sua storia. Il quadro si ispira infatti alla sua natura, la sua allegria, luminosità e la libertà dei 20 anni che si nota in ogni sua fotografia. Il quadro è astratto e rappresenta una figura eterea che richiama delle farfalle. Ci sono anche dei tulipani perché so che erano i suoi fiori preferiti».

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