Chelini: «Grazie a Caracciolo e Petrone si è giunti all’adeguamento dell’Aurelia»

CAPALBIO – “È vero: se finalmente si è giunti a una soluzione per l’Aurelia, lo si deve all’impegno del principe Nicola Caracciolo”. Gianfranco Chelini, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Capalbio, commenta così le dichiarazioni del presidente di Italia Nostra Grosseto, Michele Scola.

“Caracciolo ha avuto un ruolo fondamentale per il nostro territorio, portando avanti battaglie di carattere ambientale anche quando questi temi non erano diffusi come oggi. E se finalmente Governo e Regione si trovano d’accordo sull’adeguamento e la messa in sicurezza dell’Aurelia e sull’abbandono definitivo del progetto autostradale lo si deve a persone come lui e come Vincenzo Petrone, presidente dell’associazione ‘Maremma Viva’, che per anni si sono battuti per portare avanti un impegno di civiltà, con le armi della ragione e dell’educata perseveranza. La decisione finalmente presa rende giustizia a cittadini di Capalbio e non solo”.

“Da anni seguo la vicenda della Tirrenica: me ne sono occupato da consigliere del Comune di Grosseto, da assessore provinciale e ora da amministratore di Capalbio e ci tengo a ribadire che la strada adesso prospettata è l’unica possibile. La nostra provincia da tempo soffre, rispetto al resto della Toscana di una forte carenza infrastrutturale (fatto 100 l’indice di dotazione infrastrutturale della regione, la provincia di Grosseto è a 50) che penalizza i cittadini e le imprese del territorio e che rende spesso pericolose le nostre strade. Eppure il progetto autostradale non avrebbe rappresentato una risposta concreta: avrebbe portato un altro tipo di traffico, non risolvendo le necessità di quanti in questa provincia ogni giorno si spostano e modificando irreparabilmente l’ambiente, che è invece la vera risorsa per lo sviluppo di questa terra” prosegue Chelini.

“Con l’adeguamento dell’Aurelia, invece, si mette un altro tassello importante per sostenibilità ambientale e per lo sviluppo di progetti innovativi, in ambito turistico e non solo, che possano fare di questo un vero punto di forza: perché l’unico vero  modello di crescita che si intravede per la Maremma è quello dello sviluppo economico che va a braccetto con la sostenibilità ambientale, nella sua accezione più ampia”.

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