Grosseto al centro si appella al sindaco: «Non abbatta i 32 olmi davanti al Sacro Cuore» fotogallery

GROSSETO – “Questa volta non c’è neppure la scusa delle radici emergenti. Sì, perché non sollevano l’asfalto della strada i 32 olmi che l’Amministrazione comunale intende abbattere in piazza Galeazzi a Grosseto, nell’area verde di fronte alla basilica del Sacro Cuore di Gesù”.

A scriverlo, in una nota, l’associazione Grosseto al centro, rivolgendosi al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

“Eppure lei – prosegue l’associazione -, sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, insieme agli assessori Riccardo Megale, Giacomo Cerboni, Riccardo Ginanneschi, Mirella Milli, Fausto Turbanti e Chiara Veltroni, avete approvato una deliberazione di giunta – la 438 del 21 novembre 2019 – in cui sono scritte cose non vere, ossia che dalle analisi effettuate dalla società che il Comune ha incaricato di eseguire la perizia tecnica sulla stabilità di quelle piante si evince la necessità di espiantare, in quanto irrecuperabilmente malati, i 32 olmi ricadenti nel marciapiede perimetrale della piazza con la massima solerzia. La verità la si legge nella relazione tecnica della ditta incaricata: essa prescrive l’abbattimento in urgenza solo per otto piante, ma non per i restanti 24 olmi, per i quali prescrive un monitoraggio annuale, poiché necessitano di interventi colturali che ne migliorino le condizioni riducendo i rischi di eventuali cedimenti.

Con un progetto che lievita dai 99mila 500 euro iniziali a 277mila euro, e che prevede anche il ripristino della vasca centrale alla piazza, l’assessore Riccardo Megale ha parlato pubblicamente di riqualificazione, di restituzione alla città di una piazza dignitosa e di salotto verde, perché obiettivo della nostra amministrazione è stato sempre quello di lasciare alle nuove generazioni una Grosseto migliore di quella che abbiamo trovato“. Se questo è vero l’Amministrazione comunale modifichi il progetto e adotti un serio Piano del verde per la città, poiché sta spendendo male il denaro dei contribuenti, danneggiando i grossetani.

Saper osservare, saper progettare, saper gestire

Non è sufficiente, infatti, restaurare qualcosa se non se ne prevede prima l’opportuna gestione. Ad esempio, non è difficile immaginare come l’eventuale nuova vasca tornerà in breve ad essere sporca e degradata come lo è ora, e questo perché da tempo il Comune ha rinunciato ai giardinieri interni a cui una volta veniva assegnata la manutenzione e il decoro di specifiche aree verdi. Per riprogettare un luogo è necessario osservarlo con attenzione: nel caso di piazza Galeazzi si noterà, in effetti, l’inutilità dei frammentari marciapiedi perimetrali, poiché le persone tendono a percorrerla attraversandone semplicemente i giardini. Si potrebbe dunque rimuovere l’inutile marciapiede, offrendo più spazio vitale (e più salute) agli alberi lungo il perimetro della piazza, estendendo l’area verde e rinnovando con un’opportuna miscela di brecciolino i passaggi e i percorsi calpestabili.

Come possa poi l’assessore Megale parlare di riqualificazione e di salotto verde abbattendo 32 grandi alberi vivi? A cosa serviranno le panchine nuove e la fontana di design se per molti anni a venire i residenti del quartiere non avranno né ombra, né colori, né il canto della capinera o il richiamo dell’assiolo? Piazza Galeazzi con il suo rigoglioso verde è un tutt’uno con la basilica del Sacro Cuore di Gesù: quei giardini assumono anche un valore monumentale che dovrebbe essere tutelato e mantenuto in maniera decorosa.

Dell’intero progetto condividiamo del resto il rialzamento dell’attraversamento pedonale in continuità tra la piazza e l’ingresso della basilica, soluzione per la sicurezza dei pedoni che Grosseto al centro promuove da anni e per diversi luoghi della città, pur nella sordità della sua amministrazione.

Una mala gestione del verde urbano che danneggia i grossetani

Ma perché gli olmi di piazza Galeazzi presentano i segni di cui parla la relazione tecnica? Proseguendo nella lettura vi si legge: tutti gli olmi hanno subito ripetuti interventi di capitozzatura che hanno determinato l’ingresso di patogeni e parassiti portando alla degradazione di alcune parti delle piante. A nostro modo di vedere questa costituisce l’ennesima dimostrazione di una cattiva gestione del verde pubblico da parte del Comune di Grosseto, i cui uffici tecnici e gli amministratori che si sono susseguiti hanno consentito, negli anni, pratiche dannose per gli alberi della città, causando danni al patrimonio arboreo che gravano sulle tasche dei grossetani.

Sono trascorsi circa vent’anni da quando l’allora amministrazione Antichi, con l’assessore Andrea Agresti, sostenevano che tutto il filare di alberi di via della Pace, incluse le piante di piazza Galeazzi, fosse affetto dal cancro dell’olmo, che fosse pericoloso e che andasse tagliato, cosa che fu fatta da piazzale Volturno all’incrocio con via Emilia, sostituendo gli olmi con i problematici prunus selvatici (che a loro volta hanno subito errate e dannose potature, oltre ai danni al colletto e alle conseguenti malattie causate da un cattivo utilizzo dei decespugliatori). Vent’anni eppure gli olmi di piazza Galeazzi sono ancora vivi e vegeti.

Si modifichi il progetto e si stili un serio Piano del verde con gli agronomi

Anche questa vicenda mostra come sia necessario investire nella cultura della pianificazione e della corretta manutenzione arborea attraverso un serio Piano del verde a lunga scadenza per la città, da costruire necessariamente con gli esperti del settore. A tale proposito Grosseto al centro ritiene necessario che il Comune coinvolga e investa per la stesura del piano l’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Grosseto, finanche valutando la consulenza dei massimi esperti nazionali, come la nostra ed altre associazioni hanno concretamente fatto per i pini di via Mascagni.

Grosseto al centro – concludono dall’associazione – chiede infine a lei, sindaco, e all’amministrazione comunale di rispettare il Regolamento del verde urbano e di non fare abbattere i 24 alberi di cui la relazione tecnica prescrive solo il monitoraggio, effettuandone la dovuta manutenzione e rivedendo il progetto di riqualificazione di piazza Galeazzi, tenendo conto delle considerazioni che abbiamo condiviso, in modo da non recare danno alle piante e ai grossetani”.

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