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L’Anpi ricorda la strage di San Leopoldo. I nazisti trucidarono sei persone

GROSSETO – Venerdì 12 giugno alle ore 17.30 la sezione Anpi “Elvio Palazzoli” di Grosseto, insieme ai cittadini del posto, terrà la commemorazione della strage di San Leopoldo per mano dei nazisti 76 anni fa. La cerimonia si terrà alla Fiumara di San Leopoldo in località Casotto dei Pescatori presso il casello idraulico dove avvenne l’eccidio di sei civili inermi, la cui unica colpa fu aver sfamato i tre soldati tedeschi che li uccisero.

«Vogliamo ricordare i nomi delle vittime – afferma Giuseppe Corlito presidente della sezione Anpi Palazzoli -: Luigi e Livio Botarelli, padre e figlio, che abitavano un podere nei pressi del casello, Fortunato Falzini, responsabile dello stesso casello, Olga e Giancarlo Lari, madre e figlio di soli 16 anni, che erano sfollati, e Roma Madioni.  Furono uccisi con brutale ferocia come era tipico dell’esercito nazista occupante».

«La verità dei fatti non è mai stata accertata in via definitiva dalla magistratura. Si è celebrato solo un processo per il furto di un corredo da sposa avvenuto dopo l’eccidio. Gli abitanti della frazione hanno posto un cippo in ricordo dei sei caduti e l’Istituto Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea ha posto una targa che ricorda i fatti storicamente accertati. Tradizionalmente la commemorazione avviene presso la lapide al pattinodromo di Marina di Grosseto in occasione della Festa della Liberazione il 25 aprile, che quest’anno non si è potuta tenere per la pandemia da Coronavirus».

«La nostra sezione – prosegue Corlito – ritiene necessario anche nella dolorose circostanze attuali ricordare i martiri, dove caddero e dove le famiglie dei loro discendenti e i loro concittadini hanno voluto collocarne la memoria scolpita nella pietra. Vogliamo anche ricordare l’impegno preso a suo tempo dal comune di Grosseto di restaurare il rudere del casello idraulico per farne un luogo della memoria perché il fascismo e il nazismo furono i responsabili non solo di una guerra terribile, ma di una serie di stragi anche di civili, che hanno insanguinato la nostra terra».

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