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Lutto in città: muore Marta Marri, pioniera dei servizi per la salute mentale

GROSSETO – E’ scomparsa ieri all’età di 91 anni Marta Marri, una figura importantissima per la sanità e il sociale nel grossetano e non solo.

“La dottoressa Marri – ricorda Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso Società della Salute – ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la nuova concezione dei servizi di salute mentale, non solo nel nostro territorio, ma in tutta Italia”.

Marta Marri, infatti, è stata per anni dirigente dell’Azienda sanitaria, definendo con la sua visione moderna e competente una nuova gestione dei servizi per la salute mentale.

“La notizia della scomparsa della dottoressa Marta Marri mi ha raggiunto con grandissimo dolore per gli anni di lavoro comune e di condivisione di un disegno moderno e avanzato di una salute mentale vicina agli ultimi, a quelli che chiamavamo ‘la nostra gente’ – commenta lo psichiatra Giuseppe Corlito – . Con lei se ne va un pezzo di storia di Grosseto e della Maremma tra le più gloriose per quanto poco conosciute. Erede di una famiglia di tradizioni profondamente democratiche e di grande impegno civile (al padre Gino dobbiamo l’ospedale cittadino, la sorella Mara, docente di grande valore del Liceo cittadino, recentemente scomparsa), contribuì negli anni Cinquanta a quel movimento di amministratori e professionisti illuminati che risparmiarono alla nostra città la costruzione di un manicomio”.

La dottoressa Marri, infatti, partecipò alla fondazione di uno dei primi Centri di igiene mentale italiani, nel 1958, insieme al professor Luciano Mazzanti, ben prima dell’emanazione della legge che li costituiva, promulgata nel 1968. E fu proprio Marta Marri a dirige il Cim per un lunghissimo periodo.

“Ricordiamo la dottoressa Marri per la grande lungimiranza – dice Luca Terrosi, presidente della cooperativa Uscita di Sicurezza -. Abbiamo prestato servizio a lungo presso il centro, che ha saputo superare la logica della segregazione a favore dell’integrazione nella società delle persone con disagio psichico. Per Uscita di Sicurezza è stata una figura di riferimento, perché ha creduto nella cooperazione sociale e nel ruolo che il terzo settore può ricoprire nella comunità. Ci ha sempre sostenuto, anche nei momenti di difficoltà, ed è stata la prima a darci la fiducia e la spinta a diventare quello che siamo adesso”.

Marta Marri ha contribuito ad avviare il processo, concluso nel 1998, che riportò a casa nel corso di un trentennio i 500 maremmani, segregati all’epoca all’Ospedale San Niccolò di Siena. Con il suo lavoro si è costituita una rete di strutture residenziali come le case famiglia, luoghi alternativi all’ospedale psichiatrico, che hanno rappresentato un patrimonio non solo per la Toscana, ma per tutta Italia.

“L’impronta visionaria e declinata al femminile della dottoressa Marri – dice Edvige Facchi, responsabile dell’Unità funzionale Salute mentale adulti dell’Area socio sanitaria grossetana – permane radicata nel servizio di salute mentale di Grosseto, ne costituisce la base storico-culturale, fondamentale punto di riferimento soprattutto nei momenti di passaggio e di incertezza. Ci ha lasciato come insegnamento l’ineludibile importanza del processo di de-istituzionalizzazione, del lavoro contro ogni forma di istituzionalizzazione e di un approccio territoriale e di rete continuo, prezioso, minuzioso, rispettoso e attento alle persone, ai loro bisogni, ai loro diritti. Mi ha sempre colpita l’energia di questa donna, la capacità di farsi autorevole punto di riferimento dell’intero servizio e nello stesso tempo la dimensione affettiva che a distanza di anni ha continuato a trapelare dalle parole, immagini, ricordi di quanti hanno avuto il privilegio di lavorarle a fianco”.

La dottoressa Marri ha gettato le basi per la definizione del servizio territoriale per la salute mentale, uno dei migliori della Toscana e che ha coinvolto varie figure professionali, dai medici psichiatri e psicologi, agli assistenti sociali, dagli infermieri, ausiliari e operatori, oltre che migliaia di utenti di ogni età. E per completare il percorso di integrazione sociale delle persone con disagio psichico, ha contributo alla fondazione della cooperativa sociale Lisa: “E questo – dice Stefania Cecchi, per anni presidente della cooperativa che oggi si è fusa con altre realtà raccolte nella cooperativa Melograno – ha permesso non solo all’integrazione delle persone con problemi di salute mentale nel tessuto sociale, ma anche lo sviluppo del movimento cooperativo”.

“Con la dottoressa Marri ci lascia una donna di grandi capacità, con una visione del mondo aperta e moderna. Per questo abbiamo deciso di creare un gruppo di lavoro – annuncia Fabrizio Boldrini – composto da medici, educatori, storici per dare vita, entro un anno, a una giornata in memoria di Marta Marri che possa essere anche occasione di studio e momento di riflessione”.

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