Coronavirus, il cuore d’oro della Pro loco: denaro e buoni spesa per 30 famiglie in difficoltà

GAVORRANO – “Il periodo di grande difficoltà che ha investito il nostro territorio, non è passato nell’indifferenza della nostra associazione, da sempre sensibile alle problematiche locali, da sempre pronta ad intervenire a supporto della comunità e delle categorie più deboli, in virtù di un alto spirito sociale che porta nel proprio dna”.

A scriverlo, in una nota, la Pro loco Bivio Ravi/Potassa.

“Questa Pro loco – continua la nota – si è sentita coinvolta e in dovere di intervenire, come altre associazioni del territorio locale, nei limiti delle proprie disponibilità organizzative ed economiche, in modo da lasciare un segno tangibile a supporto della lotta contro la pandemia che
ci ha colpito.

Ogni anno la Pro loco Bivio Ravi/Potassa investe nelle due frazioni il ricavato della propria attività annuale, realizzando interventi di vario genere, in accordo con l’Amministrazione comunale. Per l’anno in corso abbiamo ritenuto giusto e opportuno annullare gli interventi che già il Consiglio di Amministrazione della nostra associazione aveva messo in programma, al fine di destinare la medesima cifra, circa 9mila euro, per uno scopo che riteniamo decisamente più importante, e cioè il supporto economico a famiglie improvvisamente in difficoltà a causa del blocco lavorativo generato dal virus. Famiglie che hanno visto ridurre drasticamente le loro entrate fino a divenire insufficienti per la semplice sopravvivenza.

Le famiglie da noi individuate nelle nostre due frazioni sono state una trentina circa, comprensive sia di quelle che fanno parte della nostra Pro loco e sia di quelle che non ne fanno parte.

Sicuramente altre famiglie avrebbero meritato di far parte di questo progetto, ma purtroppo il badget della nostra associazione non ci ha permesso di arrivare oltre.

A ognuna di queste famiglie è andato un contributo in denaro o sotto forma di buono spesa.

Con questa iniziativa  – concludono dall’associazione – la Pro loco non ha certo risolto i problemi di queste famiglie, ma ha la consapevolezza e l’orgoglio di aver dato un contributo a fronteggiare una situazione emergenziale che oltre o portare difficoltà, ha distribuito paure e incertezze soprattutto fra le classi più deboli”.

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