Cgil: «Serve un progetto industriale serio. Piombino deve tornare a colare acciaio»

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PIOMBINO – «Il settore siderurgico è strategico per il nostro Paese ed il Governo deve accompagnare la ripresa produttiva» afferma Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil Toscana. «Serve un piano strategico nazionale per la siderurgia che definisca il fabbisogno di acciaio in Italia e in Europa».

«Lo Stato deve svolgere un ruolo attivo per favorire la ripresa produttiva nella siderurgia. Le acciaierie di Piombino devono essere inserite a tutti gli effetti nel quadro di imprese strategiche nazionali ed europee. A Piombino vi sono tutte le professionalità e le competenze per produrre acciaio. Bisogna costruire un polo integrato, così come era previsto da alcuni progetti di sviluppo e sinergie prima della crisi del 2008» prosegue il sindacato.

«È il momento di decidere che cosa vogliamo produrre ed in che modo. Gli stabilimenti siderurgici necessitano di molti investimenti, sia ambientali, di ammodernamento degli impianti ed innovazioni di prodotto. Il settore siderurgico, rientrando tra quelli ad elevata intensità energetica, abbisogna di specifiche misure a sostegno».

«Jindal, che nel 2018 ha acquistato gli impianti, si è impegnata nuovamente a presentare un piano industriale, bisogna che sia un piano vero, credibile e realizzabile. Non è vietato pensare anche ad un impegno diretto dello Stato nelle società, siamo in una fase inedita ed il ruolo pubblico va ripensato, lasciare completamente tutto in mano ai privati ed al libero mercato non è stata la soluzione ai problemi dell’industria e dell’occupazione» prosegue la Cgil.

«La crisi della siderurgia va avanti da anni in Europa ed in Italia, la concorrenza con altri paesi è pesante, ma non possiamo seguire modelli industriali già applicati in altre parti del mondo e fondati sul basso costo del lavoro, sulla mancanza di tutele dei lavoratori e sulla totale assenza di vincoli ambientali. La crescita industriale ecocompatibile e la modernizzazione degli impianti, accompagnata da produzioni di qualità ed il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, è l’unica forma di futuro sostenibile».

«I lavoratori hanno fatto molti sacrifici, la Regione Toscana ha investito nell’area industriale di Piombino e Jindal adesso deve rispettare gli impegni. È giunto il momento di cambiare passo, il tempo è scaduto. Piombino deve tornare a produrre acciaio. Se non vi saranno risposte concrete in tempi brevi, valuteremo quali iniziative sindacali proclamare. Il 10 giugno saremo presenti a Piombino all’incontro con la sottosegretaria Morani».

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