Pci: «Sindaco arrogante non permette la discussine sul dopo Coronavirus»

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MASSA MARITTIMA – «Quante volte abbiamo sentito “ora abbiamo cose più importanti a cui pensare” una frase usata in molte occasioni. Nell’ultimo consiglio cose importanti ne sono state portate ma decide tutto la maggioranza e qualsiasi voce fuori dal coro viene regolarmente contraddetta, ignorata e respinta» afferma la segreteria Pci Colline Metallifere. «Così difficoltà delle imprese, sostegni alle famiglie come buoni alimentari, bonus affitti, cassa integrazioni e bonus non ricevuti sono cose già decise dalla maggioranza».

«Ma il fatto più grave – a giudizio della segreteria del Pci – si è verificato all’ultimo punto all’ordine del giorno dove il sindaco ha tirato fuori la migliore arroganza facendosi scudo di una situazione che dura da ben cinque anni e riguarda un consorzio di strade vicinali, affermando che se il consiglio non avesse approvato quella delibera, le minoranze avrebbero avuto la responsabilità di non far partire gli interventi di manutenzione».

«Nella discussione chiara e giustificata è la posizione espressa dai repubblicani che, anche in presenza di modeste risorse per l’intervento, hanno rimarcato l’inopportunità che il comune, quindi tutti i cittadini, si dovessero fare garanti di un intervento che riguardava un ente e 150 frontisti, tra i quali ci risulta che in molti non paghino le proprie quote da tempo».

Il Pci concorda e ritiene che «se dovesse passare questo principio perché non dare garanzie anche agli altri consorzi e se qualcuno non paga magari ci pensa babbo comune. Ma perché la maggioranza non aveva la maggioranza? Perché il consigliere Giovannetti è anche presidente di quel consorzio di strade vicinali e, durante la votazione, si sarebbe dovuto assentare per evitare gli imbarazzi derivanti dalla sua duplice veste».

«Il comune partecipa ai consorzi e dovrebbe svolgere vigilanza, quel consorzio, con 150 proprietari circa, non funzionava e quindi è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione nominando proprio nel 2015 Giovannetti come presidente. Dalla vigilanza il comune passa, con il suo presidente, ad una gestione cosa ben diversa che, ad avviso del Pci, contrasta con le norme».

«Infatti secondo il testo unico degli enti locali dove si parla di incompatibilità degli eletti non può ricoprire la carica di consigliere comunale l’amministratore con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20 per cento di partecipazione rispettivamente da parte del comune o che riceva, in via continuativa dal comune, una sovvenzione che superi nell’anno il dieci per cento del totale delle entrate dell’ente».

«Precedenti ci sono stati anche in provincia di Grosseto, l’amministrazione Bonifazi del 2011 al suo insediamento aveva un consigliere eletto che risultava presidente di consorzio strade vicinali. La questione venne portata in consiglio, come si legge in delibera, e si risolse poiché l’interessato presentò le sue dimissioni dalla carica di presidente del consorzio prima dell’insediamento del consiglio».

«In altri comuni per la nomine dei consorzi, viene predisposto un bando, come avvenuto in un comune del livornese, dove è ben specificato che ai sensi della legge che regola gli enti locali non possono essere nominati rappresentanti del comune nei consigli dei consorzi, le persone che ricoprono incarichi di consigliere o assessore comunale» prosegue il Pci.

«Se il sindaco voleva e soprattutto poteva, doveva far votare quella delibera anche da Giovannetti ed assumersi la responsabilità politica e giuridica di questo. Non l’ha fatto e le responsabilità ed i problemi che avranno i proprietari della strada sono tutti di una maggioranza che mostra i propri limiti incappando spesso in figurette che si evitano solo se si rispettano le norme senza voler occupare per forza ruoli per avere quei vantaggi populisti e qualche manciata di voti che portano poco lontano».

 

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