Indagine Cna: oltre 7 imprese su 10 hanno fatto ricorso alle misure di sostegno

Il 53% ha chiesto credito aggiuntivo e il 47.6% la moratoria. “Ma gli artigiani denunciano i tempi lunghi delle procedure”, spiega Bramerini, direttore di Cna Grosseto

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GROSSETO – Oltre il 70% delle imprese ha fatto ricorso ad almeno uno degli strumenti messi in campo dal Governo per fronteggiare le esigenze di liquidità innescate dalla crisi provocata dal virus. È quanto emerge da una indagine svolta dalla Cna nazionale presso un campione di circa 7mila imprese di cui l’87% rappresentato da micro imprese (fino a 4 dipendenti).

“La maggioranza delle imprese, il 53% – spiega il direttore di Cna Grosseto Anna Rita Bramerini – ha presentato domanda per ottenere credito aggiuntivo grazie al potenziamento del Fondo di garanzia previsto da decreto liquidità, il 47,6% del campione ha fatto ricorso alla cosiddetta moratoria e solo poco più del 13% ha attivato lo strumento di rinegoziazione del debito contenuto sempre nel decreto liquidità”.

“Sono valutati più negativamente – aggiunge Bramerini – i  finanziamenti con garanzia pubblica, anche per quelli inferiori a 25mila euro che avrebbero dovuto caratterizzarsi per l’estrema rapidità della procedura”.
Le domande accolte sono intorno al 30% e il 65% è ancora in fase di lavorazione da parte degli istituti di credito. Per i nuovi finanziamenti superiori a 25mila euro solo il 14% ha completato la procedura mentre circa l’80% delle imprese è ancora in attesa. Il 59% considera troppo lunghi i tempi della pratica e per il 43% la documentazione richiesta è eccessiva.
Scarso interesse invece per la rinegoziazione del debito a causa soprattutto della complessità dell’operazione.

“Il  40% del campione – spiega Bramerini – giudica la documentazione richiesta dalle banche eccessiva”.

L’indagine nazionale mostra inoltre alcuni tratti della relazione tra banca e impresa. “Molte imprese hanno riscontrato difficoltà nell’approcciarsi alla banche per chiedere nuovi finanziamenti (circa il 34%), mentre il 22,5% ha avuto difficoltà ad accedere alla moratoria e il 38% alle operazioni di rinegoziazione. Inoltre, a causa delle restrizioni alla mobilità, il 60% delle pratiche per la moratoria è stato gestito online, il 56% per i nuovi finanziamenti mentre si scende al 37% per la rinegoziazione del debito che necessita di una relazione ‘più classica”.

Un risultato inatteso del sondaggio è dato dal fatto che, contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, i tempi per la gestione delle pratiche sono inversamente proporzionali alla classe dimensionale delle imprese. Infatti, i tempi sono più lunghi quando l’impresa è più piccola. Ad esempio per la moratoria oltre il 25% delle imprese con meno di 10 addetti è ancora in attesa di risposta, poco più del 10% per quelle con oltre 10 dipendenti. Le micro imprese si sono recate presso le filiali delle banche in misura ben superiore rispetto alle altre: il 22% per la moratoria e il 30% per la rinegoziazione del debito.

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