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Culicchi contro Vivarelli Colonna: «Nucleo Fenice occasione persa. E la colpa è del sindaco»

GROSSETO – “La risposta partecipativa di cittadini, imprese e associazioni che poteva essere l’occasione per superare l’emergenza Covid e salvare dal naufragio economico la città è stata ridotta ai minimi termini da un sindaco che con il suo uso improprio del Nucleo Fenice ha fatto solo il gioco delle tre carte, e a perdere sono tutti i cittadini di Grosseto”.

Con queste parole il segretario del Partito democratico di Grosseto Leonardo Culicchi giudica la manovra economica del Comune che dovrebbe affrontare la crisi causata dall’emergenza sanitaria.

Nella spasmodica ricerca di essere riconosciuto come il primo sindaco d’Italia – prosegue -, l’enfasi con la quale Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha gettato un sasso da 38 milioni nello stagno ha minato la credibilità di un lavoro nel quale tanti avevano messo il proprio impegno e le proprie energie.

Nel copia incolla di un piano di manovre già annunciate, che rappresentano l’ordinaria attività amministrativa e la proclamazione di investimenti che hanno fatto o faranno altri, si è persa l’occasione di ottenere quel riconoscimento politico unitario e quel sostegno della città necessario per dare impulso alla ripartenza.

Complice di aver dilapidato questo patrimonio, una squadra di assessori che nelle sue poche professionalità e competenze non ha fatto nulla per arginare l’ego del suo sindaco.

Nell’attesa del lavoro dei consiglieri sulle documentazioni tecniche, a dimostrazione che alcune proposte sono delle vere e proprie strumentalizzazioni, porto un piccolo esempio di come l’Amministrazione ha fatto orecchio da mercante su alcune richieste concrete ma onerose cavalcandone altre più plateali ma più convenienti, che è quello della mancata gratuità dei parcheggi.

I commercianti del centro storico avrebbero preferito parcheggi gratis intorno a tutta la cinta muraria, invece il Comune ha solo diminuito il costo del parcheggio nell’area di piazza Nassirya, riducendo così al minimo l’esborso di soldi veri dalle casse comunali.

Cambiare una città è un’impresa ardua, ma non avere neanche la consapevolezza di doverlo fare è devastante, ecco perché è cosi grave aver strumentalizzato quel movimento cittadino spontaneo che nella lotta al Covid aveva dato il suo contributo.

D’altronde la visione o la visioni come la definisce il sindaco, non si percepisce né nella parte ‘endogena’ né in quella ‘esogena’ di questo documento (termini che di per se sono esplicativi sull’attenzione dimostrata alla semplificazione) come d’altronde non si è mai percepita in questi quattro anni di governo.

Adesso la cosa più importante da fare – conclude Culicchi – è quella di estrapolare dal Nucleo Fenice l’unica cosa che ha un senso, che è proprio questo patrimonio di contributi e idee che la città ci ha donato e cercare di renderlo carburante prezioso per quel motore economico che rimetta in cammino Grosseto e la Maremma tutta”.

Di seguito la tabella predisposta da Leonardo Culicchi.

Concessioni demaniali: € 15 milioni

Il Comune ha esteso sino al 2033 le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari.

Nulla di eccezionale: ha applicato una legge del 2018 e le linee guida della Regione del 2019. Tra l’altro l’ha fatto anche abbastanza tardi (il termine ultima per la proroga è il 2020), dopo altri Comuni della costa.

I 15 milioni sembrano costituire la stima effettuata dal Comune del fatturato annuo generato dai 48 stabilimenti beneficiari delle concessioni.

E’ evidente, dunque, che non sono somme stanziate dal Comune e, soprattutto, che non hanno nulla a che fare con un piano straordinario di rilancio per uscire dall’emergenza Covid

Lavori pubblici: € 15 milioni

Il Comune non dettaglia quali sono gli interventi pubblici in questione.

Sembra però evidente che si tratta di quelli contenuti nel Piano delle Opere Pubbliche approvato dal Consiglio Comunale lo scorso mese di aprile.

Ebbene, si tratta di opere già previste e finanziate dai PP.OO degli scorsi anni o finanziate da altri enti.

Anche qui, nulla di straordinario, ma attività ordinaria che ogni Comune svolge ogni anno.

Anzi, se qui c’è una novità, è che nel PP.OO di quest’anno il Comune non ha investito alcuna risorsa propria per nuove opere pubbliche.

Anche in tal caso, è del tutto improprio indicare tali interventi e tali importi in un piano straordinario per l’emergenza da Covid-19.

Alienazioni: € 1 mln

Il Comune (ogni Comune) approva ogni anno un piano delle alienazioni.

Quello approvato quest’anno dal Comune prevede la vendita di beni per oltre 1 mln di euro.

Anche qui nulla di straordinario, ma ordinaria amministrazione.

Sono atti che vengono approvati ogni anno da ciascun comune d’Italia e non si capisce pertanto per quale ragione si debba inserire tale attività tra le proposte di rilancio.

Mercato settimanale: € 1 milione

Sembra di capire che ci si riferisca qui al giro di affari annui generato dal mercato cittadino.

Ma anche questa non è una misura straordinaria, giacché il mercato c’è sempre stato.

E, soprattutto, cosa c’entra con il piano di rilancio?

Progetto Maremma nel Cuore: € 2,5 milioni

E’ unidea in effetti partorita dal Nucleo Fenice con le associazioni agricole e del commercio https://quimaremmatoscana.it/it/progetto-maremma-nel-cuore

Il Comune stima che produrrà un indotto di 2,5 milioni.

Ma sono tutte ipotesi.

Di concreto, allo stato, non c’è nulla. E, soprattutto, il Comune non ci mette nulla

Quali risorse stanzierà effettivamente il Comune?

Leggendo il documento conclusivo, solo due linee di finanziamento:

a) 1 milione per costituire il fondo TARI

b) 700mila euro per il mancato introito della Cosap

A tale secondo riguardo, va chiarito che l’azzeramento della Cosap non è una decisione del Comune ma una scelta del Governo con il dl Rilancio; e che i Comune riceveranno, almeno in parte, il rimborso dei mancati introiti

Tali somme verranno verosimilmente prelevate dal fondo di riserva che il Comune incrementerà di 2,2 milioni nella manovra che verrà deliberata dal Consiglio Comunale di lunedì

I 2.2 milioni derivano principalmente da:

– rinegoziazione dei mutui concessa da Cassa Depositi e Prestiti

– risparmi nell’erogazione dei servizi scolastici sospesi durante il lockdown

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