Coronavirus, Gavorrano bene comune: «Si apra una mensa popolare per le persone in difficoltà»

GAVORRANO – Il Movimento Gavorrano bene comune ha presentato al sindaco Andrea Biondi una mozione riguardo all’emergenza economica e sociale provocata dall’emergenza Coronavirus di cui si riporta di seguito il testo.

Visto

la pandemia che ha colpito il mondo, provocata dal virus Covid19;
che l’Italia è stato uno dei Paesi più colpiti;
che ad oggi non è ancora disponibile un vaccino e neanche un sistema di cura certo;
il confinamento dei cittadini nelle loro case per i mesi di marzo ed aprile e la chiusura di gran parte delle attività ad esclusione di quelle necessarie a garantire il sostentamento e di alcuni servizi essenziali.

Accertato che questa operazione ha salvato molte vite ma ha costretto molte categorie, artigiani, commercianti, liberi professionisti, lavoratori ad una consistente perdita di reddito.

Dato che i Comuni hanno visto i loro territori impoverirsi improvvisamente e grazie agli interventi dello Stato e delle Regioni hanno potuto fornire un sostegno temporaneo ai cittadini e alle aziende.

Consapevoli che i Comuni hanno poche risorse a loro disposizione per poter intervenire direttamente

Chiediamo al Consiglio comunale di Gavorrano di discutere ed unitariamente trovare un sistema per applicare i provvedimenti inseriti in questa mozione:

abolizione temporanea Tosap/tassa occupazione suolo pubblico per l’anno 2020 e se necessario per l’anno 2021, per le attività di ristorazione (bar, ristoranti, gelaterie). Poiché con la riapertura dovendo prevedere il distanziamento della clientela, avranno bisogno di posizionare all’aperto tavoli e sedie in spazi maggiori rispetto al passato;

 incaricare la Giunta e il Sindaco del nostro Comune per avviare un confronto con l’Amministrazione provinciale per la sospensione della Tosap di competenza della Provincia per l’anno 2020 e se necessario per l’anno 2021, poiché nel nostro Comune numerose attività pagano la Tosap all’Amministrazione provinciale in quanto i loro stabili si affacciano su strade provinciali. Naturalmente allarghiamo il ragionamento anche per la Tosap dei passi agricoli essendo stati anche gli agricoltori colpiti da questa situazione di emergenza;

chiedere ad Acquedotto del Fiora un intervento sulle tariffe dell’acqua. Pur essendo a conoscenza dei programmi di investimento di Acquedotto del Fiora riteniamo di dover sostenere il Sindaco in una battaglia politica sulla riduzione delle tariffe riguardanti le attività produttive e la possibilità di bonus per le famiglie che si sono trovate loro malgrado in situazioni di disagio economico;

sospensione della Tassa di soggiorno per l’anno 2020 e se necessario per l’anno 2021;

considerare se vi è la possibilità, bilancio permettendo, per una rimodulazione dell’Imu, pur capendo che oggi molti comuni rimangono aperti grazie alle entrate dell’IMU, ma vista la situazione di forte malessere, e siamo convinti che continuerà negli anni, pensiamo che quantomeno un ragionamento serio e profondo su questo argomento vada fatto;

per quanto riguarda la Tari chiediamo che sia trovata una soluzione affinché possano essere rimodulate le tariffe per le due mensilità di marzo e aprile in cui le attività sono state chiuse e non hanno usufruito del servizio. Chiaramente tale soluzione non deve riguardare la ripartizione su tutti gli altri utenti, essendo la Tari per sua natura una partita di giro;

nei prossimi mesi secondo tutti gli osservatori e gli esperti ci troveremo di fronte ad una crisi di grandi proporzioni, sconosciuta alle nostre generazioni. L’aumento della disoccupazione generato dalla chiusura e da tanti fallimenti di piccole aziende ci porrà davanti ad uno scenario drammatico dove per molte famiglie sarà difficile anche avere la possibilità di consumare un pasto, quindi, dovremo far fronte a bisogni primari essenziali. Proponiamo, quindi, di riunire tutte le associazioni del territorio e le persone di buona volontà che possono e vogliono dare una mano per dare vita ad una mensa popolare sul modello di quelle istituite in altri luoghi dalla Caritas. In questa operazione serve l’aiuto di tante persone: chi procaccia il cibo, chi cucina, chi lo porge con tanto rispetto ai cittadini e alle famiglie che ne avranno bisogno. Si potrebbe iniziare usando, fino a che sarà possibile, la cucina comunale presso la scuola Materna di Bagno e poi far evolvere il servizio nei modi che questo Consiglio comunale riterrà più opportuni.

Facciamo questa proposta convinti che dalla crisi che ci attende e dalla sua drammaticità ne possiamo uscire o tentare di uscire solo con la solidarietà e l’impegno collettivo altrimenti vinceranno individualismo, risentimenti ed egoismi che possono essere solo una ricetta esplosiva per i rapporti sociali e per la pacifica convivenza della comunità.

 

Commenti