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Centri estivi e rientro a scuola, Pd: «Il Comune batta un colpo» Piccini: «Stiamo lavorando»

ORBETELLO – Servizi per l’infanzia e centri estivi a Orbetello. Un supporto irrinunciabile per le famiglie in un comune turistico. Dell’argomento parlano opposizione e maggioranza.

«L’emergenza Covid-19 ha rivoluzionato i nostri stili di vita, rendendo necessario il ricorso a nuove e inedite misure di gestione del quotidiano» afferma Luca Campidonico segretario circolo Pd di Orbetello. «Nelle scorse settimane, la politica e le istituzioni ad ogni livello hanno affrontato il tema della riorganizzazione del sistema scolastico, lavorando affinché si riuscisse a garantire agli studenti la continuità necessaria. Adesso, però, è cruciale guardare avanti e cercare di aiutare le famiglie più in difficoltà nell’affrontare la cosiddetta Fase 2, senza dimenticare l’estrema necessità di lavorare su settembre e sulla tanto attesa riapertura».

«Quando parlo di aiutare le famiglie più in difficoltà, penso, ad esempio, ai nuclei monogenitoriali, a quelli in cui entrambi i genitori lavorano e, più in generale, a tutta la casistica che con il ritorno ad una parziale normalità potrebbe andare in sofferenza. A loro è necessario garantire un percorso di sostegno attraverso il quale poter affrontare con serenità le prossime settimane. Per questo, bene il piano che detta le linee guida agli enti locali per la riapertura, a giugno, di nidi d’infanzia e centri estivi».

«La proposta all’esame del comitato tecnico scientifico è a nostro giudizio corretta oltre che necessaria. Certo, le condizioni di salute dei bambini che accedono ai centri estivi dovranno essere valutate con il pediatra di base, come indicato nel piano. Per accedere ci vorrà il certificato medico e dovranno essere adottate stringenti misure di sicurezza. Ma si tratta di una proposta di buonsenso, volta ad aiutare le famiglie con maggiore difficoltà nella conciliazione tra cura e lavoro. Situazioni con entrambi i genitori lavoratori. Famiglie monoparentali. Incompatibilità del lavoro dei genitori con lo smartworking. Condizioni di fragilità, ad esempio la disabilità di un bambino o di un ragazzo. Questi soggetti, dovranno fare i conti con un territorio che, nonostante la contingenza, conterà comunque su una forte trazione stagionale, caratterizzata da un bisogno di compensare quanto l’emergenza ha tolto dal punto di vista occupazionale. Senza un supporto adeguato, molti genitori potrebbero vedersi costretti a rifiutare anche quel poco lavoro che la stagione porterà» continua il Pd. «Purtroppo, ad oggi, questo tema sembra non essere all’attenzione della nostra amministrazione che invece bene farebbe ad iniziare a lavorare concretamente in questa direzione, aprendo un tavolo di discussione e progettazione».

«Per quanto riguarda invece la riapertura, partendo dal presupposto che i nostri studenti non possono restare confinati nelle piattaforme on-line, sarà necessario iniziare a ripensare la scuola nel suo complesso che non potrà più essere uno spazio chiuso, con aule zeppe di banchi. Tale logica, si sposa alla perfezione con un territorio come quello del comune di Orbetello che offre molteplici possibilità di riorganizzazione del sistema, a partire dalla sperimentazione di percorsi diffusi. Faccio un passo in avanti: dalla nostra amministrazione dovrebbe arrivare anche un segnale finalizzato all’individuazione di nuovi luoghi da usare per la scuola, ridando vita agli spazi dismessi o in disuso, senza dover ricorrere pesantemente allo strumento urbanistico, quando possibile, sfruttare questo momento di fermo per tutti gli adeguamenti necessari alle strutture scolastiche. A settembre occorre farci trovare pronti».

«Insomma, l’amministrazione batta un colpo e colga al volo le nostre riflessioni, frutto di un grande e incessante lavoro di ascolto del territorio, necessario per individuare le giuste soluzioni da mettere in campo. Questa volta, lo abbiamo fatto anche per loro. Ci auguriamo che ne facciano tesoro. Dal canto nostro, faremo di tutto affinché queste proposte possano tradursi in realtà, anche alla luce dei 2 milioni di euro destinati dalla Regione Toscana ai comuni per l’organizzazione delle attività estive per bambini e ragazzi».

«Non so cosa faccia ‘dedurre’ al signor Campidonico e al Pd che il Comune sui servizi estivi non stia ‘lavorando’ sul tema… Anzi, questa Amministrazione comunale ha sempre dimostrato una grandissima attenzione e sensibilità in merito – risponde il vicesindaco con delega pubblica istruzione e sociale Chiara Piccini -, organizzando sin dal suo insediamento (a differenza di quanto fatto proprio dal PD, lo scrivo per dovere di trasparenza) centri estivi e servizi estivi inclusivi anche per bambini diversamente abili, istituendo per la prima volta il servizio di ‘centro estivo per i bambini dai 6 anni in su con insegnante di sostegno in caso di necessità».

«Gli Uffici sono in diretto e costante contatto con la Regione Toscana dalla quale aspettiamo le linee guida (peraltro la stessa assessore Grieco, molto sensibile al tema e con cui ho avuto occasione di confronto per diverse problematiche ha dichiarato – correggetemi se sbaglio – di stare aspettando i protocolli del Comitato tecnico e scientifico). Quindi, quando avremo, dalla Regione Toscana e dal Governo, le linee guida per far convivere l’organizzazione di un servizio così importante con la tutela della salute di bambini e operatori, partiremo. Ma nel frattempo non stiamo con le ‘mani in mano’…Mi preme sottolineare che tutti i servizi estivi organizzati da questa amministrazione e dal mio assessorato sono sempre stati finanziati con fondi regionali ma anche con importanti fondi comunali. Quindi, ben vengano i consigli costruttivi ma invito a non strumentalizzare un argomento così importante».

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