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Scotto: «Spiagge e calette non possono essere chiuse. Lavoriamo sin da ora per la sicurezza»

MONTE ARGENTARIO – Serve una regolamentazione delle cale e delle spiagge. A dirlo è Luigi Scotto capogruppo in consiglio comunale di “Argentario: il Progetto” che interroga il sindaco di Monte Argentario, Franco Borghini, in merito alla prossima stagione turistica.

«La parte di stagione turistica che si salverà è, sicuramente, quella legata alla presenza delle seconde case sul nostro promontorio. Non è escluso che la permanenza dei nostri graditi ospiti quest’anno possa essere più prolungata del solito.
Evidentemente la qualità delle loro vacanze, ma anche delle nostre, degli argentarini, sarà legata alla fruizione, via terra o via mare, delle molte, piccole, bellissime calette del promontorio».

«La “distanza sociale”, obbligatoria per la stagione oramai alle porte, impone una attenta organizzazione dei ristretti spazi disponibili. Non sarebbe tollerabile un caos dovuto a mancanza di organizzazione che ci regalerebbe una immagine di noi stessi a dir poco negativa. Ne tanto meno è tollerabile la possibilità, ventilata dal Sindaco nell’ultimo consiglio comunale, di una chiusura delle spiaggette stesse. “Spero di non doverle chiudere” sono parole sentite da parte del Sindaco in quella occasione. Signor sindaco no, ma proprio no» prosegue Scotto.

«Se ci dovessimo trovare nella situazione che, per mancanza di capacità di anticipare e risolvere i problemi, si dovesse “subire” una chiusura delle nostre cale, da parte sua o di qualche altra Autorità, questo sarebbe assolutamente intollerabile.
Assolutamente intollerabile. Argentario il Progetto oramai da settimane, anche ufficialmente, chiede al Sindaco di istituire una “Consulta del Turismo”, per mettere tutti i cervelli al lavoro e trovare soluzioni a questo ed altri problemi. Per ora nessuna risposta, ed il tempo passa inesorabile. Probabilmente è già troppo tardi».

«Forse ci troveremo a pagare i tentennamenti, le incertezze di gestione della crisi a carissimo prezzo. Noi ovviamente speriamo che la nostra sia solo un’ansia, una paura ingiustificata. Se però dovessimo assistere alla chiusura delle cale, se dovesse succedere davvero, credo che la rabbia dei presenti sul promontorio, come la nostra, sarebbe incontenibile» conclude Scotto.

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