Giovani democratici: «Nessuno pensa agli studenti fuorisede, tra spese e affitti difficili da pagare»

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GROSSETO – «Sin dall’inizio delle restrizioni imposte per contrastare l’emergenza Coronavirus, molti studenti fuorisede in tutto il paese e nella nostra Regione si sono trovati in forte difficoltà nel continuare a sostenere la spesa per l’affitto delle stanze presso le sedi delle proprie università, in alcuni casi senza neanche la possibilità di usufruirne» affermati i Giovani democratici di Grosseto.

«In questa grave situazione, molte famiglie hanno visto ridurre drasticamente le entrate economiche rendendo difficile il sostentamento dei figli studenti lontano da casa e tanti giovani lavoratori si sono trovati senza reddito perché le attività nelle quali lavoravano hanno dovuto chiudere. Diversi ragazzi hanno dovuto ricorrere, come soluzione estrema, alla disdetta del contratto e lasciare la propria stanza. Da settimane ormai il problema è stato sollevato e portato a conoscenza delle istituzioni».

«Lo Stato e la Regione Toscana hanno annunciato a più riprese la loro volontà ed intenzione di intervenire a sostegno degli studenti bisognosi di aiuto in questo senso ma al momento non è ancora stata implementata nessuna misura concreta espressamente dedicata se non quella rivolta ai già assegnatari di borsa di studio».

«Noi Giovani democratici di Grosseto intendiamo quindi sollecitare chi di dovere ad intervenire rapidamente perché ogni giorno che passa la situazione economica degli studenti fuorisede e delle loro famiglie si fa sempre più tesa. La nostra proposta quindi è la destinazione di risorse provenienti dal bilancio statale e regionale per l’implementazione di un piano di sostegno economico concreto, che aiuti a coprire i canoni di locazione relativi a tutto l’arco temporale delle restrizioni e che questi fondi siano sufficienti a sostenere realmente tutti quelli che si trovano in uno stato di necessità. Inoltre, secondo noi, i criteri di selezione dei possibili beneficiari dovrebbero essere tarati sulla reale e corrente disponibilità da parte degli studenti di flussi di reddito, più che su indicatori a nostro avviso non congrui come l’Isee, che prenderebbe in considerazione variabili temporalmente e economicamente non coerenti. Nei prossimi giorni e settimane ci impegniamo a continuare a seguire e a tenere alta l’attenzione su questa questione di forte urgenza».

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