Coronavirus, Brogi: «Anche la fase 2 si scorda di bambini e ragazzi. Nei loro occhi sofferenza e delusione»

GROSSETO – “Molte sono le riflessioni che abbiamo avuto il tempo di fare in questo periodo di emergenza, ma quella che più mi assilla in questi giorni di riapertura coinvolge i nostri figli, i nostri bimbi, i nostri giovani”.

A scriverlo, in una lettera, Ulderico Brogi, vicepresidente Tc Manetti.

“Abbiamo sottratto loro, per un pericolo reale, le compagnie, gli affetti (nonni, zii, cugini), le amicizie, la scuola, una passeggiata, lo sport – prosegue -. Hanno fatto tutto ciò senza manifestare la loro sofferenza, che certo hanno e stanno patendo, e che fuoriesce solo episodicamente, involontariamente, con qualche frase, con qualche lacrima, che tocca il cuore di chi sa ascoltare.

Tante parole ho sentito, di sconforto, di rabbia, ma ben poche su di loro, sui loro sacrifici, sulla loro muta rassegnazione. Non da adesso. I mancati investimenti sulla scuola, sulla loro crescita, sugli aiuti alla famiglia, passano in secondo piano, poi ci meravigliamo se non vengono fatti figli in Italia.

Essere un paese di vecchi vuol dire non avere prospettive, non avere futuro. E ciò che mi abbatte, mi mortifica, che in questa sudata e balbettante riapertura, continuiamo nei nostri errori: leggo nell’ultimo decreto che da oggi possiamo portare in giro i minori, ma un solo genitore. Io e mia moglie siamo abituati ad andare insieme – e quando possiamo cerchiamo di fare in modo che ciò accada il più possibile – a portare nostro figlio dal medico piuttosto che a comprare un paio di scarpe o da qualsiasi altra parte.

E qui passiamo allo sport. Non bisogna essere uno psicologo o uno psichiatra per comprendere che lo sport è fondamentale nella crescita, non solo fisica ma anche mentale e caratteriale di un bambino, ma nella scuola non viene praticamente svolta attività sportiva, e noi genitori ci sobbarchiamo in toto di far praticare loro una attività sportiva. Solo noi genitori sappiamo quanto ci costi in termini di tempo e denaro, ampiamente ripagati dalla soddisfazione che leggiamo nei loro occhi, dall’impegno che vi profondono, dalle esperienze e amicizie che vi traggono.

Ma anche qui aspettiamo “sine die” la ripresa, e anche per sport classificati a rischio zero, come il tennis, apprendo con stupore che possono riprendere, almeno in Toscana- altre regioni hanno riaperto i circoli tennistici, e non mi soffermo sulla sofferenza economica di tali attività da cui traggono il proprio reddito migliaia di persone – che da oggi possono ricominciare ad allenarsi solo i prima e seconda categoria. E gli under 16-14-12 ‘conosciuti’ alla Fit. Ma si scherza?

Io semplice amatore non posso giocare, e vabbè, ma tutti i ragazzi e i bambini che si allenano e giocano a tennis da sempre, con lo stesso impegno, passione e dedizione di un campione? Non si meritano di essere esclusi da ciò che amano, da ciò che li aiuta a diventare uomini? Cosa più grave che gli under 10, i più piccoli che più dovrebbero essere tutelati e incoraggiati, manco vengono presi in considerazione.

Questo è un appello, una supplica che rivolgo al nostro governatore, al nostro presidente del Consiglio, a tutte le forze politiche – conclude -: non ci scordiamo, non deludiamo i nostri figli, il nostro futuro”.

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