Addestramento cani, Csen chiede chiarimenti alla Regione: «E’ possibile o no?»

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GROSSETO – Il comitato Csen di Grosseto scrive alla Regione Toscana.

Alessio Pernazza, presidente Csen di Grosseto, nonché istruttore cinofilo nazionale, chiede risposte in merito all’ordinanza 50 della Regione Toscana. Secondo Pernazza, infatti, ci sarebbero delle difficoltà di interpretazione nell’atto pubblicato, che potrebbero far incorrere gli addestratori di cani in sanzioni.

“Abbiamo scritto una mail – dice Pernazza – alla Regione Toscana per chiedere chiarimenti in merito ad alcuni punti inseriti nell’ordinanza 50. In tale atto si evidenziava l’importanza del benessere psicofisico dei cani. Ma ci sono alcuni punti di difficile interpretazione”.

Secondo Pernazza sarebbe possibile allenare i cani all’interno delle strutture delle associazioni sportive che li addestrano per attività di protezione civile, ma anche per associazioni sportive dilettantistiche che addestrano cani per fini sportivi.

“Nel punto 4 dell’ordinanza si dice – spiega Pernazza – che si possono svolgere attività sportive. Quindi io posso addestrare cani e cavalli. Mi viene detto che è giusto farlo anche per il benessere psicofisico dell’animale. Ma al punto 7 si dice che per fare ciò si può andare nei maneggi (per i cavalli) o nelle aree attrezzate per addestramento cani disciplinate da una norma regionale che però individua tali aree come aziende faunistiche o per l’allenamento dei cani da caccia. E il cane che va addestrato per fini di protezione civile o sport dove si addestra? Se il cavallo va al maneggio, i cani devono poter essere addestrati nei centri cinofili, non nelle aree di attività zootecniche o venatorie”.

“Io mi occupo di addestramento cani, ma non ho capito se posso addestrarli nella mia struttura, nella mia ‘scuola’ – conclude -. Chiediamo chiarimenti”.

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