Addestramento cani, anche Aics scrive alla Regione: «Servono chiarimenti sull’ordinanza»

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GROSSETO – “A seguito delle restrizioni dovute all’emergenza Covid-19, molti proprietari di cani lamentano oggi una serie di difficoltà di gestione dei loro amici a 4 zampe a seguito di un mancato ed adeguato ‘sfogo fisico e comportamentale’, che una corretta e continuativa partecipazione alle attività cinotecniche può offrire. Inoltre la sospensione dell’addestramento in specifiche attività cinofile, come ad esempio per i cani da soccorso, per i cani da utilità sociale così come per i cani obbligati a seguire un percorso riabilitativo a seguito di ordinanza comunale, eccetera, rischia di mandare a monte anni di sacrifici spesi dai proprietari nell’addestrare ed educare i soggetti interessati.
Una prolungata e forzata sosta delle loro attività addestrative, educative e, in particolare, del loro eventuale percorso di recupero comportamentale, può innescare a breve seri problemi di convivenza e gestione all’interno del nucleo familiare in cui vivono”.

Con una comunicazione indirizzata al presidente Enrico Rossi, il responsabile del Settore Cinofilia del Comitato provinciale AiCS di Grosseto, Alessandro Semplici, richiede chiarimenti sulle modalità di addestramento ed allenamento dei cani, in quanto l’articolo 7 della recente ordinanza regionale, fa riferimento alla possibilità di addestramento cani esclusivamente in aree faunistico-venatorie (quindi solo cani da caccia) mentre, nella premessa dell’ordinanza, si indica di voler garantire con l’allenamento e l’addestramento, il benessere psico-fisico dei cani in senso generale senza alcuna limitazione di attitudine, attività specifica o disciplina praticata.

“Riteniamo e ci auguriamo che quella fatta dal governatore Rossi sia solo una ‘svista’ – prosegue – e che si volesse intendere che i cani da caccia possono essere allenati solo in aree faunistiche venatorie a differenza degli altri che possono farlo in centri cinofili specializzati.

Se la Regione si fa garante del benessere dei cani, cosi come indicato anche nella legge regionale 59/2009 promulgata a favore della tutela e benessere degli animali da compagnia, ci risulta alquanto improbabile che, in questo periodo di emergenza, la Regione voglia tutelare solo i cani da caccia a discapito di quelli che svolgono altre attività impostanti, siano esse la semplice educazione di base oppure attività più complesse come il soccorso con supporto cinofilo.

Tra l’altro, consultando le FAQ sul sito della regione Toscana, si legge che è possibile l’addestramento individuale dei cani in generici ‘centri specializzati’.

Ci auguriamo – conclude – che Rossi valuti la nostra richiesta di modifica dell’ordinanza affinché tutti i proprietari possano far svolgere le dovute attività ai loro cani in centri cinofili specializzati, sempre tenendo conto che quest’ultime possono essere svolte individualmente, in ampi spazi aperti e con tutte le dovute precauzioni e disposizioni anticontagio”.

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