Fase 2, nove sindaci scrivono a Rossi: «Si appelli al Governo per anticipare le riaperture»

GROSSETO – I sindaci del Comune di Orbetello Andrea Casamenti, di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, di Campagnatico Luca Grisanti, di Semproniano Luciano Petrucci, di Magliano Diego Cinelli, di Isola del Giglio Sergio Ortelli, di Scarlino Francesca Travison, di Manciano Mirco Morini, e di Castel del Piano Michele Bartalini, hanno inviato una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi per chiedere un suo diretto intervento nei confronti del Governo circa la mancata riapertura di alcune attività commerciali.

Questo il testo della lettera.

Caro presidente,

dopo le recenti disposizioni del dpcm si è alzato da parte di molte attività commerciali un grido di dolore per la ritardata apertura decisa dal Governo.

La nostra Regione è una di quelle dove l’emergenza Coronavirus è stata molto più contenuta rispetto ad altre realtà del nord. Quindi riteniamo che la gestione della fase 2 non possa essere affrontata allo stesso modo in ogni Regione e la ripartenza non possa avere lo stesso identico cronoprogramma a livello nazionale.

E’ importante permettere a Regioni come la nostra di anticipare rispetto al calendario nazionale, chiaramente in massima sicurezza, l’apertura di attività che gioverebbero alla nostra economia.

Nel particolare sarebbe importante la riapertura del commercio al dettaglio a partire dall’11 maggio e la riapertura di parrucchieri, estetisti, toilette per animali, bar, ristoranti, a partire dal 18 maggio.

Le chiediamo di farsi portavoce con il presidente del Consiglio dei Ministri e con il Governo tutto di queste istanze al fine di raggiungere un diverso cronoprogramma delle riaperture in Toscana nella cosiddetta fase 2, con una maggiore autonomia riconosciuta in questo momento di emergenza alle regioni.

In caso di mancato accoglimento da parte del presidente del Consiglio di tale possibilità, le chiediamo, come presidente della Regione, di cercare di individuare le più congeniali disposizioni che possano, pur nel rispetto della normativa nazionale, venire, anche se di poco, incontro alle categorie indicate, come già avvenuto, grazie al suo intervento anticipatorio, con l’asporto.

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