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Morini rigetta le dimissioni di Pallini, Pci: «Sono irrevocabili. Il Consiglio si esprima con un no al fascismo»

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MANCIANO – “Le dimissioni di un assessore sono irrevocabili e non possono essere respinte dal momento nel quale vengono presentate. A meno che non si tratti di una messinscena per placare le polemiche le dimissioni di Luca Pallini, se vere e formalizzate non sono discutibili, sono irrevocabili.”.

A scriverlo, in una nota, la Segreteria Pci Federazione di Grosseto.

“A dirlo non è il Pci – continuano dalla segreteria – ma sono le norme ed un parere del Dipartimento del Ministero degli Interni che su casi analoghi si era espresso valutando proprio l’iter amministrativo seguito in un altro Comune nel quale le dimissioni erano state respinte e giudicando l’iter adottato nella vicenda non conforme alla normativa che non prevede l’istituto del respingimento delle dimissioni dell’assessore da parte del sindaco e nemmeno il ritiro delle stesse.

Ma al di là delle questioni formale che in Italia si possono facilmente superare, per il Pci il punto rimane il gesto, non il primo che avviene in quel comune.

Negazionismo e revisionismo sono alla base di atteggiamenti sbagliati e pericolosi che nel nome di una riappacificazione che è quella nata dalla Resistenza, dalla Liberazione e dai principi Costituzionali, non può mettere sullo stesso piano chi si è schierato dalla parte del fascismo e chi invece ha combattuto per la libertà ed i diritti di tutti.

La pacificazione è quella portata dal 25 aprile e quei principi di antifascismo fissati dalla Costituzione non possono essere elusi da nessuno, tantomeno da chi ricopre ruoli istituzionali che deve essere esempio e esprimere rispetto verso gli stessi.

Sempre più si verificano fenomeni sul territorio non solo grossetano di offesa e denigrazione di questi valori, grazie ai quali ogni cittadino può partecipare alla vita pubblica e può diventarne protagonista proprio perché l’Italia è stata liberata dai fascisti ed oggi è possibile quello che invece era negato dagli stessi fascisti nel ventennio.

Non nascondiamo che ci possa essere un fondo di inconsapevole ignoranza ed in questo caso sarebbe bene a tutti quelli che vanno a ricoprire cariche istituzionali ricordare i principi della Costituzione Italiana, democratica e antifascista, e su quei principi far impegnare ciascuno eletto al rispetto incondizionato.

È ora di dire basta, per la segreteria del Pci, ad atteggiamenti come la cena commemorativa del duce di Castel Del Piano, l’idea di intitolare vie a gerarchi fascisti come Almirante o lasciarsi andare in condivisioni o commenti equivoci sulla cultura del ventennio perché lesivi della memoria di chi si è battuto per la libertà di tutti sacrificando spesso la propria vita.

Il Pci chiede che da parte del sindaco Mirco Morini e del Consiglio, comprese le forze di opposizione, sia portata in discussione e votata una mozione con la quale tutta l’amministrazione comunale prende le distanze da questi atteggiamenti di revisionismo, condanni il fascismo e riconosca i valori nati con la Resistenza, la Liberazione del 25 aprile.

Se Pallini ha sbagliato – concludono dal Pci – rimedi non solo con le scuse ma dichiarandosi antifascista senza se e senza ma”.

 

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