#quarantena – Dove porta la corsa alle riaperture?

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GROSSETO – Come fossero dei “situazionisti” del consumismo – già di per sé un ossimoro – i nuovi “certisti” hanno già capito e deciso tutto. Il Covid-19 è una mezza cazzata. E non potendo morire economicamente di quarantena bisogna riaprire ogni cosa e precipitarsi a consumare: dalle cene al ristorante agli acquisti del made in Italy, passando ber beni intermedi e viaggi di piacere. Al fine d’incentivare gli acquisti, coerentemente con l’approccio situazionista, stanno organizzando situazioni protese a stimolarli.

I “certisti” hanno sostituito i “celoduristi”, e sono fatti più o meno della stessa pasta. A guidarli l’assoluta certezza di quel che va fatto. Di quale sia il bene e il male. Quelli che il 1° aprile – data simbolo – già sbraitavano che si sarebbe dovuto pensare a quando aprire, così che oggi dicono «l’avevamo detto». In un gioco perverso a lisciare il pelo al malessere di chi ha un’attività chiusa.

Dopodiché benvengano le critiche al governo, ma commisurate alla rilevanza degli errori. Non sulle quisquiglie, o sulle pinzillacchere: tipo il mancato elenco nel Dpcm di ogni forma di parentela immaginabile (a proposito che famiglia: tradizionale o di fatto?). La possibilità di andare a messa quindici giorni prima o dopo, facendolo passare per un attentato nientepopodimeno che alla libertà di culto. Il metro e ottanta o il metro di distanza tra i tavoli dentro ai ristoranti, quando è palese che c’è chi pensa non ci debba essere alcun vincolo. Insomma una microconflittualità corporativa che può anche essere comprensibile, ma non giustificabile. Perché il governo – è evidente – ci è andato coi piedi di piombo ascoltando virologi e medici, che hanno tirato il freno a mano. Magari preoccupati del fatto, per dirne una, che in Piemonte l’incidenza delle persone contagiate ogni 100.000 abitanti ha superato quella già altissima della Lombardia. E quindi c’è di che essere preoccupati. Visto che poi, dopo, contare i morti è un esercizio spiacevole.

La verità è che avanza la piccola ma rumorosa falange di coloro che vogliono tutto e subito. Riaprire ma anche contributi a fondo perduto a pioggia, come se non ci fosse un domani. Gli alfieri dell’eterno vittimismo italiano incapace di stare col capo sott’acqua per più di 30 secondi.

Se una critica al governo va fatta, perché se la merita, è quella di non aver avuto la forza di differenziare le misure in base alla situazione oggettiva delle singole regioni. È chiaro che Lombardia e Piemonte sono messe malissimo. Veneto, Emilia e Marche maluccio. Toscana e Lazio, malino. Le altre benino. Ed è chiaro che non si è scelto di differenziare le scelte, perché sarebbe subito decollato l’autolesionismo vittimista del Nord, gonfiato dalla retorica del “motore economico del Paese” lasciato in panne. Complice una classe politica di gran lunga peggiore di chi l’ha eletta.

In Germania, tanto per cambiare, invece fanno le cose per benino. Frau Merkel ha già cazziato i Länder che hanno fatto un po’ i furbi, dicendo al Bundestag (Camera): occhio «che stiamo camminando su una lastra di vetro sottilissima». Nel frattempo, però, le 375 Autorità sanitarie locali (Gesundheitsämter) dei Dipartimenti, hanno costituito un nucleo di indagine anti Covid-19 – composto da 5 membri ciascuno – ogni 20.000 residenti. Coi Tedeschi che sono 82 milioni. Come si manifesta un focolaio infettivo ricostruiscono tutti i contatti dei contagiati con interviste, tracciano i cellulari e visualizzano i filmati delle telecamere. Poi chiudono la zona rossa prima che il contagio si propaghi. Così, con gli stessi contagiati della Francia, i Crucchi hanno un quarto dei morti (6.000). Magari invece di pretender soldi dalla Germania, qualcuno avesse l’umiltà di chieder loro consulenze. Anche gratuite. Che tra i soldi e le informazioni, le seconde valgono molto più dei primi.

In Italia, intanto, scienziati esimi discettano di elenchi dei parenti da visitare e App che invadono la loro privacy. Convinti che se domani fossero riaperti tutti i negozi, il popolo si precipiterebbe a far compere. E tutto tornerebbe funzionante e perfetto come non era prima.

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