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Anpi: «Mentre con il sindaco ricordavamo il 25 Aprile, il vicesindaco condivideva Faccetta nera»

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MANCIANO – «Il 25 aprile l’Anpi di Manciano e l’Amministrazione comunale hanno celebrato, assieme, il settantacinquesimo anniversario della Liberazione nazionale dal nazi-fascismo» afferma Lucio Niccolai presidente Anpi di Manciano.

«Nella mattinata l’Amministrazione comunale aveva provveduto a deporre una corona di alloro al monumento ai Caduti per la libertà; successivamente, tenendosi a opportuna distanza e con i dispositivi di protezione individuale, il sindaco con la fascia tricolore e il presidente della sezione Anpi di Manciano con lo storico stendardo dell’associazione hanno pronunciato ciascuno una breve allocuzione sul significato e la valenza della giornata rispettandone il tema (Festa della Liberazione) e il contesto in cui tale iniziativa veniva svolta (pandemia covid-19). I due interventi sono stati pubblicati integralmente nella pagina FB ufficiale del Comune, Il Comune di Manciano informa».

«Nel contempo, però, il vicesindaco Luca Pallini, condivideva nella sua pagina di FB un video youtube di Faccetta nera con un grosso sole sorridente in segno di apprezzamento, come riportato dalla stampa. Una gravissima provocazione nel giorno della Festa della Liberazione e mentre il sindaco portava il suo omaggio alla lapide dei caduti partigiani per la Libertà» prosegue l’Anpi.

«L’apprezzamento così sfacciato di un inno imperialista, guerrafondaio, fascista e razzista come Faccetta nera può solo essere giustificato dall’ignoranza: forse, chi lo esalta non si è mai preso la briga di leggerne il testo e capirne i contenuti. Se invece la condivisione è proprio dei contenuti, allora dovrebbe essere informato del fatto che quei contenuti sono antitetici alla nostra Costituzione. Se poi chi lo fa è un amministratore, allora farebbe bene a porsi una domanda: ha giurato sulla Costituzione? Allora dovrebbe sapere che il fascismo e la sua apologia non sono compatibili con un ruolo istituzionale».

«Un’azione offensiva anche delle tradizioni culturali e democratiche di questo comune, che ha ospitato le prime importanti formazioni partigiane della Maremma, la Banda Arancio e la Banda Canzanelli, che ha meritato la croce di guerra per l’impegno nella lotta partigiana della popolazione tutta; il primo comune della Toscana in cui sono state accolte le forze alleate e in cui è stato eletto liberamente un sindaco dopo 20 anni di dittatura».

«Dittatura che aveva, negli anni, comportato l’eliminazione dei diritti civili e politici, attraverso le leggi speciali (1924-1926), l’assassinio, il carcere e il confino per gli oppositori politici, le aggressioni fisiche e le invasioni delle case con i capofamiglia malmenati, le donne e i bambini aggrediti, la devastazione delle abitazioni, la distruzione di circoli culturali, di sedi di giornali, di associazioni mutualistiche di ex combattenti, operai e contadini, per non parlare delle discriminazioni economiche, perché chi non aveva la tessera del fascio non poteva lavorare e mantenere la sua famiglia, le orribili leggi razziali che hanno depauperato le nostre comunità di cittadini colti e operosi, le guerre di aggressione contro popoli lontani e inermi di cui il canto obbrobrioso che pare tanto piacere al nostro vicesindaco è emblema e stendardo».

«Per tutto questo, il comportamento del vicesindaco non può essere derubricato a mero fatto di colore, ma esprime una concezione del mondo e della vita che non possiamo in alcun modo tollerare, soprattutto da chi ricopre una carica istituzionale così importante nella comunità. L’Anpi di Manciano, ritenendo grave, specialmente in occasione di una festa nazionale come quella della Liberazione, l’esternazione nostalgica del Vicesindaco, richiede formalmente le sue dimissioni dall’incarico istituzionale che attualmente ricopre, in quanto il suo comportamento è incompatibile con le norme costituzionali su cui dovrebbe aver giurato al momento dell’insediamento nel suo ruolo amministrativo».

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