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Piombino e il 25 aprile: la città celebra il 75esimo anniversario della Liberazione

PIOMBINO – Celebrata anche a Piombino la festa della Liberazione. U 25 aprile diverso, fatto di distanziamento sociale e mascherine, che però non ha impedito di ricordare il sacrificio per la democrazia e per la libertà.

Presente il sindaco Francesco Ferrari. Queste le sue parole.

«Il 75esimo anniversario della Liberazione dell’Italia ricorre in un momento straordinario, un momento in cui, tristemente e paradossalmente, la libertà di tutti noi è dolorosamente amputata.

Se 75 anni fa il nemico era palese, oggi siamo chiamati a combattere un nemico invisibile, impalpabile, che ha stravolto le nostre abitudini, la quotidianità che avevamo, nell’attesa e nella speranza di una normalità da riconquistare presto, di una salute pubblica da garantire.
La distanza fisica a cui siamo obbligati non ci deve allontanare gli uni dagli altri, soprattutto in una giornata come quella di oggi, in cui celebriamo il coraggio dei nostri predecessori, in cui festeggiamo la data fondata della nostra democrazia.

Il 25 aprile è una giornata densa di significati per tutti noi, senza distinzione di appartenenza politica: oggi, tutti noi, celebriamo la libertà e l’autodeterminazione, il coraggio e la comunione d’intenti di coloro che, prima di noi, hanno combattuto per il loro presente e per il nostro.

Oggi, tutti noi, celebriamo anche e soprattutto una storia comune, vero patrimonio della nostra Italia e da cui ogni giorno siamo chiamati a trarne lezione. E questo è vero soprattutto in questo particolare periodo, in cui siamo chiamati tutti a tutelare il nostro bene più prezioso: la vita. Oggi più che mai dobbiamo rivolgere il nostro cuore ai valori che hanno guidato gli italiani di allora: il senso di comunità ed il coraggio che ha permesso di unire persone così diverse nel combattere per la libertà.

È da tutto questo che è nata la nostra grande Nazione: un’Italia che ripudia la guerra e che protegge la democrazia. Un’Italia unita davanti alle difficoltà. Un’Italia che non si arrende. Ed è a quell’Italia che dobbiamo sentire di appartenere ancora una volta, oggi che siamo chiamati a combattere contro un nuovo nemico che mina la stabilità del Paese.

In questa nuova sfida, dobbiamo trovare nuovi modi per essere comunità, per rimanere vicini gli uni agli altri e per restituire all’Italia la libertà che ora è mutilata. La storia comune, il sentimento di appartenenza, possono essere strumenti efficaci nel farci sentire ancora parte di un insieme più grande, per farci percepire le radici solide che fondano la nostra identità nazionale.
Per sentirci, ora più che mai, uniti anche se distanti. Viva l’Italia, viva la democrazia!»

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