Trasporti

Coronavirus, abbonamenti mezzi pubblici: «Devono essere rimborsati». L’appello dei Giovani democratici

Nuovi autobus Tiemme

GROSSETO – “A causa delle restrizioni imposte, dovute all’emergenza ‘da’ Covid-19, gli studenti si sono ritrovati impossibilitati a recarsi a scuola. Di questi l’assoluta maggioranza, come anche molte donne e uomini, trascorre intere giornate nella propria abitazione, costretti per valide ragioni a rispettare i decreti; dunque impossibilitati ad usufruire del servizio, benché questo sia ancora attivo”.

A parlare Cosimo Garofalo, membro dei Giovani democratici di Grosseto, che ha inviato una lettera agli assessori Fausto turbanti e Chiara Veltroni, nonché alla segreteria di Tiemme per chiedere il rimborso degli abbonamenti ai mezzi pubblici degli studenti, non essendo stati utilizzati durante il periodo dell’emergenza Coronavirus.

“Restano così inutilizzati gli abbonamenti trimestrali ed annuali per i trasporti pubblici, ancora in corso di validità – prosegue -. Siccome ci troviamo in una fase economicamente fragile e molte famiglie stanno affrontando varie difficoltà economiche, chiediamo la possibilità che questi ultimi vengano rimborsati a seguito di una spesa, in certi casi anche onerosa, per un servizio al quale ora, per legge, non possono usufruire senza una corretta motivazione”.

“Non vogliamo un rimborso della spesa totale – conclude Garofalo – ma una monetizzazione di quei mesi e quelle settimane di abbonamento dissipati. Attendiamo risposta nella speranza che decidiate di ascoltarci anche per offrire un aiuto in più a coloro che ne hanno bisogno”.

“Come segretario condivido pienamente l’appello di Cosimo – commenta Cristhian Marchini, segretario Gd Grosseto -. Appena me ne ha parlato, mi sono subito sentito pronto per cercare di fare qualcosa. Gli studenti pendolari fanno molti sacrifici per recarsi a scuola e molte volte sono impossibilitati dalle condizioni meteorologiche. Penso che in questo caso debbano essere rimborsati in qualsiasi modo della somma spesa per acquistare l’abbonamento. Le famiglie degli studenti o gli studenti stessi, ogni anno spendono una somma, spesso ingente, per pagare un servizio che dovrebbe avere dei prezzi molto più ridotti”.

“Quindi chiediamo che almeno in questo caso gli studenti non siano lasciati soli, come molti altri giovani che ne stanno risentendo a livello economico per via del Covid-19” conclude Marchini.

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