Sanità

Infermieri inForma – Bufale e fake news sul Coronavirus

Infermieri Informa

GROSSETO – L’emergenza Coronavirus sta creando, come è naturale, dubbi su parecchi argomenti. Sono messe in discussione azioni della nostra quotidianità che prima davamo per scontate, facciamo attenzione a ogni piccolo gesto, e cerchiamo di seguire diligentemente le indicazioni ministeriali per prevenire il più possibile il contagio. Tuttavia, può capitare di incappare in qualche fake news; non sempre è facile distinguere correttamente ciò che è vero da ciò che non lo è.

Una delle notizie recenti, che ha scatenato nei supermercati una corsa all’acquisto dell’acqua in bottiglia, è che l’acqua del rubinetto possa essere contaminata dal Coronavirus e che quindi sia pericolosa. Ma è davvero così? FALSO!

In questo momento non risultano evidenze di trasmissione del Coronavirus a livello di sistemi fognari o di trattamento delle acque reflue. Le pratiche di depurazione attuate sono estremamente efficaci nell’abbattimento del virus, dati i tempi di ritenzione e i fenomeni di diluizione che caratterizzano i trattamenti, uniti poi a condizioni ambientali, come la temperatura, la luce solare, i livelli di pH elevati, che possono pregiudicare la vitalità dei virus. Tra l’altro, la fase finale di disinfezione permette di ottimizzare le condizioni di rimozione del virus ben prima che le acque depurate siano rilasciate nell’ambiente.
Non è necessario quindi, salvo esigenze sanitarie di altra natura, bere acque imbottigliate o bevande diverse: l’acqua del rubinetto può essere assunta e utilizzata senza rischi di contagio.

Altra considerazione è sulle punture di insetti: la primavera è arrivata e con essa compaiono le prime zanzare. Sappiamo che questi insetti, al di là dei fastidi che danno con le loro punture, sono portatori di una serie di virus, batteri o parassiti che possono determinare malattie più o meno gravi: pensiamo alla malaria, all’infezione da virus Zika o alla febbre gialla.
Viene quindi naturale domandarsi se le zanzare siano vettori anche del Coronavirus: è possibile che il virus si trasmetta dopo che una zanzara pizzichi un individuo infetto e in seguito uno sano, analogamente a ciò che succede con altre malattie? FALSO!

Anche se al momento non ci sono ancora prove scientifiche a riguardo, possiamo escludere il fatto che le zanzare siano vettore di contagio del Coronavirus. Sappiamo che questi insetti diffondono numerosi parassiti e virus, ma ce ne sono molti altri che non sono in grado di trasmettere – pensiamo al virus dell’HIV o all’Ebola. Questo è dovuto al fatto che ci sono alcuni agenti infettivi incapaci di adattarsi al loro organismo, o che necessitano di un tempo di incubazione più lungo della vita stessa della zanzara.

In ogni caso, anche se i Coronavirus umani a oggi conosciuti hanno mostrato la capacità di adattarsi velocemente a nuove specie, al momento non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione del Coronavirus attraverso zanzare o altri artropodi vettori. La probabilità che ciò avvenga è estremamente limitata: il virus, che si concentra soprattutto nelle cellule dell’apparato respiratorio e meno nel sangue, dovrebbe essere in grado di replicarsi all’interno della zanzara, albergare nelle ghiandole salivari e venire inoculato, al momento della successiva puntura, nella vascolarizzazione cutanea dell’ospite umano.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) hanno sfatato sui propri siti questa possibilità di trasmissione, negli approfondimenti dedicati al Coronavirus.

Per riassumere, il Coronavirus si trasmette per via diretta attraverso le goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando vicino a qualcun altro; per via indiretta, attraverso il contatto con superfici contaminate.

Per questo insistiamo sul corretto utilizzo di guanti e mascherine e sull’importanza dell’igiene delle mani e delle superfici con cui siamo maggiormente a contatto.

Fonte: ISS- OMS-Direzione Medico Sanitaria di Humanitas.

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